La mia memoria storica fa abbastanza schifo (spero di non diventare, da anziano, uno di quelli che dice “erano meglio i politici di una volta!”), ma ricordo che quando, nel 2019, uscì la prima stagione di Love, Death & Robots la serie antologica di Netflix venne lanciata in pompa magna. Fece parlare tanto di sé,Continua a leggere “Fantascienza e antropocentrismo: la terza stagione di Love, Death & Robots”
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Introspezione ed energia nel concept album Picturesque degli Amalia Bloom
Una mattina qualunque, al centro di un incrocio, una ragazza cade improvvisamente dalla bicicletta. Si forma un capannello di gente, fra curiosi e conoscenti, ognuno perso nei propri pensieri e con questi allo stesso tempo veicolati da quanto appena successo: scattano così riflessioni sulla vita e sulla morte, sulle scelte non fatte e sul tempoContinua a leggere “Introspezione ed energia nel concept album Picturesque degli Amalia Bloom”
Alla ricerca di un’alternativa: La fuga dei corpi di Andrea Gatti e La verità su tutto di Vanni Santoni
Letteratura e cinema sono pieni di narrazioni che parlano di comunità utopiche. Nella stragrande maggioranza dei casi (per quel che posso dire, a livello personale, in tutte) le storie parlano di come, partendo da ottime premesse (condivisione, amore libero, solidarietà… Aggiungete pure gli ideali che più si sposano col vostro spirito), il tutto ci mettaContinua a leggere “Alla ricerca di un’alternativa: La fuga dei corpi di Andrea Gatti e La verità su tutto di Vanni Santoni”
Un problema del cazzo: considerazioni sparse sulla relativa assenza di peni sul piccolo e grande schermo
Per i miei amici, in particolare quelli con cui suono da anni (e che già sopportano la mia inettitudine con la sei corde), ormai è una barzelletta che non fa più ridere, per la mia compagna sta diventando tale man mano che ne abuso: ogni volta che si parla di qualcosa, io faccio paragoni conContinua a leggere “Un problema del cazzo: considerazioni sparse sulla relativa assenza di peni sul piccolo e grande schermo”
L’inevitabile punto della situazione, più una fanzine
Domenica su questo blog verrà caricato il centesimo racconto. Al momento non so ancora chiaramente di cosa parlerà (ho due bozze in forno, speriamo non brucino), né pertanto di quale artista tratterà la centesima introduzione. Avete presente quando vi dicono che per fare le cose bene serve pianificarle altrettanto bene? E che serve costanza? Ecco,Continua a leggere “L’inevitabile punto della situazione, più una fanzine”
Fidati di chi non ci è mai stato: il sud-ovest degli States in Zia Dot di Riccardo D’Aquila
L’estate scorsa, all’interno di un articolo in cui parlavo dei podcast migliori ascoltati durante le mie ferie, ne ho fatto solo una piccola menzione, ma per gli appassionati di libri Copertina di Matteo B. Bianchi è un ascolto imprescindibile. Una volta ogni due settimane lo scrittore consiglia un buon numero di letture fra quelle cheContinua a leggere “Fidati di chi non ci è mai stato: il sud-ovest degli States in Zia Dot di Riccardo D’Aquila”
Raccontare senza parole (o quasi): le potenzialità narrative della musica strumentale attraverso tre dischi
Foto di Dmitry Demidov da Pexels Per chi segue questo blog non sarà una scoperta sapere che sono un appassionato di musica strumentale. Post-rock, math-rock e qualunque derivazione sul genere hanno cominciato ad affascinarmi anni fa, poi ho espanso gli orizzonti ancora un po’ arrivando ad esempi di jazz contemporaneo o di “elettronica intelligente“. Che ci trovo? Ispirazione,Continua a leggere “Raccontare senza parole (o quasi): le potenzialità narrative della musica strumentale attraverso tre dischi”
Regole e sentimenti: il luogo di lavoro secondo Daniel Orozco in Orientamento
Nell’ultimo articolo accennavo a due libri inerenti al lavoro che mi avevano colpito particolarmente nel recente periodo. L’idea iniziale era di parlarne assieme in un unico articolo, poi le cose da dire su Manodopera di Diamela Eltit si sono sommate fino a convincermi a dare più spazio alle singole opere: oggi tocca quindi a Orientamento,Continua a leggere “Regole e sentimenti: il luogo di lavoro secondo Daniel Orozco in Orientamento”
Il supermercato come incubo neoliberale: Manodopera di Diamela Eltit
Ognuno di noi ha i suoi problemi col lavoro. Possono essere rapporti complicati coi colleghi, coi principali, anche semplicemente la consapevolezza che non facciamo quello che ci piacerebbe o che non riteniamo più sostenibili per il nostro equilibrio psichico certe condizioni (una consapevolezza resa più evidente dal boom di dimissioni volontarie post-Covid, che in ItaliaContinua a leggere “Il supermercato come incubo neoliberale: Manodopera di Diamela Eltit”
Chiamare le cose col nome giusto: alla scoperta del Black Pop dei Push Button Gently
C’è chi sa dare i titoli alle proprie opere e chi no: io sono fra i secondi. Quando devo dare il nome a un mio racconto non ho la liricità di un Houellebecq, che piazza con nonchalance titoli come Estensione del dominio della lotta o La possibilità di un’isola (ho partecipato di recente a unContinua a leggere “Chiamare le cose col nome giusto: alla scoperta del Black Pop dei Push Button Gently”