L’inevitabile punto della situazione, più una fanzine

Domenica su questo blog verrà caricato il centesimo racconto. Al momento non so ancora chiaramente di cosa parlerà (ho due bozze in forno, speriamo non brucino), né pertanto di quale artista tratterà la centesima introduzione. Avete presente quando vi dicono che per fare le cose bene serve pianificarle altrettanto bene? E che serve costanza? Ecco, io sulla seconda ci sto lavorando ma sulla pianificazione… Insomma!

Il primo racconto del blog, dedicato alla band milanese Unoauno (prima o poi ce la farò a vederli anche dal vivo), aveva un’introduzione stringatissima, e pensavo che questa sarebbe stata la formula base del blog. Ora mi sveglio normalmente alle nove della domenica mattina con l’intento di trovare più informazioni possibile dell’artista prescelto, da associare a vari sproloqui che dovrebbero dare un senso al perché ho deciso di parlare proprio di quell’artista. Ho pensato, aprendo questo spazio dedicato principalmente ai racconti e alla musica indipendente, che avrei scritto io qualche racconto per carburare e poi avrei lasciato spazio alle frotte di scrittor* là fuori che, complice il buon momento delle riviste letterarie, non avrebbero resistito alla chiamata: sono arrivat*, e voglio bene a ognun* di loro, ma non pensavo che su cento storie sessanta e più le avrei scritte io. Sarei partito in quest’avventura se lo avessi presagito? Forse no, meno male che sono un’ottimista. Ho pensato anche “troverò un sacco di artist* di cui parlare andando ai concerti”, ed è scoppiata una pandemia neanche un mese dopo aver scritto l’articolo introduttivo.

Nel corso dei due anni e mezzo trascorsi ho immaginato progetti poi naufragati, tipo far tradurre in inglese i racconti per farli arrivare alle band non italiane o intervistare un regista argentino che, dopo avermi dato l’ok, non ha mai risposto alle domande che gli ho mandato e che mi ero fatto tradurre apposta in spagnolo da una ragazza con cui non finirò mai di scusarmi. Sono partito con degli articoli su musica e sport fermi al terzo episodio da tempo immemore, ne ho immaginati altri che non ho ancora avuto il tempo e la voglia di scrivere (ne arriverà uno sulla scarsa presenza di peni nel cinema e nelle serie televisive, prima o poi), ma sono (quasi) sempre riuscito a parlare di qualcosa ogni settimana, rimandando continuamente l’articolo ultrasintetico in cui dico che, per contrastare la società della performance, Tremila Battute per questa settimana riposa… Anche perché se lo faccio poi finisce che ne abuso: ho visto con i racconti extra-blog, che son partito col metodo Vanni Santoni scrivendo un sacco (non per forza tutto da ricordare) e ora privilegio il sonno e la lettura alle due-tremila battute giornaliere.

Ma ho avuto comunque il tempo di realizzare delle illustrazioni brutte

Avevo anche intenzione di creare un’estensione cartacea del blog, una Tremila Battute che condensasse gli ultimi dieci testi apparsi online con illustrazioni ad hoc (durante il lockdown mi ero messo a disegnare i titoli dei racconti in varie fogge, ad esempio a forma di pinguino per quello sui Gazebo Penguins o a forma di edificio per quello su La ditta di acqua minerale dei Massimo Volume: il risultato era meglio di quanto lasciassero presagire le mie inesistenti abilità grafiche, ma peggio di quanto potrebbe fare un’illustratore con un minimo di fantasia). Poi ho pensato, realisticamente: quanto bisogna essere egoriferiti per creare una rivista che pubblica quasi solo i propri racconti? Così ho aspettato, mi sono lasciato prendere da altri impegni (tipo gli articoli di introduzione sempre più lunghi), e l’idea è rispuntata fuori solo di recente: perché non fare un numero di Tremila Battute celebrativo, con alcuni racconti selezionati, proprio in occasione della quota cento (la politica non c’entra)?

Come dicevano i CCCP, “ecco i miei gioielli”

L’occasione me l’ha data principalmente la serata di martedì 10 maggio al Reverend di Milano (amic* milanesi state sintonizzati: potrebbe diventare un appuntamento fisso), durante la quale ho letto alcuni racconti (con sottofondo musicale delle canzoni che li hanno ispirati) cercando di camminare su un filo logico che tenesse insieme musica indipendente, aneddoti live, Sanremo e l* autor* che mi avevano donato i loro scritti. Tutti (o quasi) sono confluiti in questo numero Zero di Tremila Battute, artigianale e perfettibile e sicuramente non necessario ma con il quale ho voluto festeggiare un traguardo e ringraziare, attraverso pochi nomi, tutt* coloro che hanno contribuito a farmi arrivare fino a qui: li trovate in fondo a questa schermata, se ci sarà mai un numero Uno di sicuro altr* di loro saranno su quelle pagine.

Sì, direte voi, ma dopo tutta questo parlarsi addosso dov’è che possiamo trovarla ‘sta fanzine? La trovate a questo link, stampatela, condividetela, supportatela e perdonate la qualità infima che le ho donato: vengo dallo stesso paese di Bugo, uno che ai bei tempi vendeva al merchandising magliette con scritto a pennarello “Io mi Bugo”, che vi aspettavate?

E ora via, verso nuove avventure!

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Pubblicato da Ficky

Nel (poco) tempo libero scrivo racconti, guardo film e serie tv, leggo libri, recito in una compagnia teatrale, partecipo a eventi culturali e vado a vedere un sacco di concerti. Ho scritto per anni di musica (Indie-zone, Stordisco, Asapfanzine) e spero di trovare il tempo di farlo ancora per molti anni a venire.

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