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Presenti distopici e futuri assenti nella musica di Barriera e Collars

Foto di mali maeder da Pexels: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-vicino-alla-pittura-110818/ “È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo”: questa frase è spesso la prima che viene in mente quando si pensa a Mark Fisher, il giornalista e filosofo inglese autore del saggio Realismo capitalista e di innumerevoli articoli su media e società sulContinua a leggere “Presenti distopici e futuri assenti nella musica di Barriera e Collars”

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Come gestire il tempo e lo spazio: 7 dei Repetita Iuvant

Un bel po’ di anni fa recensii un disco che rimane tuttora la cosa più brutta che mi sia mai capitata in mano. Non dirò di chi era (forse l’ho già fatto da qualche parte), anche perché dopo quell’Ep di quattro tracce la band in questione pubblicò un buon album con le idee molto piùContinua a leggere “Come gestire il tempo e lo spazio: 7 dei Repetita Iuvant”

Racconto in musica 118: Piano (Floating Points – Silurian blue)

Ci sono artist* la cui carriera è un inaspettato processo di maturazione. Vale un po’ in qualsiasi ambito: ci si sarebbe aspettati dal Leonardo Di Caprio ragazzino di Genitori in Blue Jeans (ma anche solo di Romeo + Juliet) performance attoriali come quella che l’ha portato all’Oscar per The revenant (anche se la scena inContinua a leggere “Racconto in musica 118: Piano (Floating Points – Silurian blue)”

Racconto in musica 114: La sfida (Godspeed You! Black Emperor – Job’s lament)

Questa è stata una settimana piuttosto proficua a livello di concerti. Ieri sera mi sono visto per l’ennesima volta Nick Oliveri dal vivo al Tambourine di Seregno, versione in solitaria con una chitarra acustica in spalla e la stessa energia nella voce e nelle mani che se avesse imbracciato un basso elettrico e stesse facendoContinua a leggere “Racconto in musica 114: La sfida (Godspeed You! Black Emperor – Job’s lament)”

Racconto in musica 98: Addio (Giardini Di Mirò – Flat heart society)

Si può menzionare per due settimane di fila la stessa band senza che questa sia poi protagonista dell’articolo? Si può parlare dello stesso genere musicale (prendendola alla larga) per due volte in quattro giorni? Sarà che, arrivato a quasi cento racconti, uno comincia a ripetersi, ma io questo racconto della domenica lo introduco menzionando iContinua a leggere “Racconto in musica 98: Addio (Giardini Di Mirò – Flat heart society)”

Raccontare senza parole (o quasi): le potenzialità narrative della musica strumentale attraverso tre dischi

Foto di Dmitry Demidov da Pexels Per chi segue questo blog non sarà una scoperta sapere che sono un appassionato di musica strumentale. Post-rock, math-rock e qualunque derivazione sul genere hanno cominciato ad affascinarmi anni fa, poi ho espanso gli orizzonti ancora un po’ arrivando ad esempi di jazz contemporaneo o di “elettronica intelligente“. Che ci trovo? Ispirazione,Continua a leggere “Raccontare senza parole (o quasi): le potenzialità narrative della musica strumentale attraverso tre dischi”

Racconto in musica 91: Resistere (Northway – Hope in the storm)

Voi ci pensate mai alla vita dell* Influencer? Io sì. A volte penso a come fanno a tirar fuori qualcosa da dire ogni giorno, tipo che mi metto nei panni dei Me Contro Te e immagino che anche oggi dovrò fare un video con montaggio epilettico parlando di niente con una vocina odiosa; più spesso,Continua a leggere “Racconto in musica 91: Resistere (Northway – Hope in the storm)”

Racconto in musica 89: Guardateci (NYOS – High five)

Da quanto è che non vi ammorbavo con un po’ di musica strumentale? Non starò a linkare le innumerevoli volte che ho cavato fuori una storia dalle pieghe sonore di musica elettronica, post-rock, math-rock e miscugli di tutto questo, ma quell’influsso continua ad agire e dubito si fermerà tanto presto. In fondo l’assenza di voceContinua a leggere “Racconto in musica 89: Guardateci (NYOS – High five)”

La vera importanza degli Slint: 30 anni di Spiderland

Immaginate una band. Alcuni dei componenti potrebbero essere vostri amici, di sicuro li conoscete tutti almeno di faccia perché in una maniera o nell’altra si sono fatti notare. Suonano insieme da una vita, due di loro hanno formato la prima band a undici anni, al primo concerto gli amplificatori glieli hanno dovuti portare i genitoriContinua a leggere “La vera importanza degli Slint: 30 anni di Spiderland”

Racconto in musica 14: All’infinito (Russian Circles – Kohokia)

Nella mia dichiarazione d’intenti all’apertura di questo sito (ne trovate un sunto qui) parlavo della difficoltà di fissare una linea netta fra ciò che può essere considerato musica indipendente o meno. Per fare un esempio nostrano i Baustelle, già protagonisti di un racconto dedicato, sono partiti dal basso per accasarsi solo dopo con una majorContinua a leggere “Racconto in musica 14: All’infinito (Russian Circles – Kohokia)”