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Come gestire il tempo e lo spazio: 7 dei Repetita Iuvant

Un bel po’ di anni fa recensii un disco che rimane tuttora la cosa più brutta che mi sia mai capitata in mano. Non dirò di chi era (forse l’ho già fatto da qualche parte), anche perché dopo quell’Ep di quattro tracce la band in questione pubblicò un buon album con le idee molto piùContinua a leggere “Come gestire il tempo e lo spazio: 7 dei Repetita Iuvant”

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Un film in tre atti dalla doppia anima: Triangle of sadness

Ruben Östlund, questo sconosciuto… Almeno per me. Ammetto di non aver mai frequentato il cinema del regista svedese, ma al Festival di Cannes se ne sono a dir poco innamorati: primo premio nella sezione Un certain regard nel 2014 con Forza maggiore, Palma d’oro nel 2017 con The square, Östlund in questo 2022 ha bissatoContinua a leggere “Un film in tre atti dalla doppia anima: Triangle of sadness”

Cosa mangeremo in futuro? Il destino del cibo secondo Agnese Codignola

In Belgio esiste una mucca la cui carne è perfetta per le esigenze nutrizionali moderne, quasi priva di grassi e abbondante, visto che ogni animale pesa più di una tonnellata. Si chiama Belgian Blue, il suo latte ha un ottimo valore nutritivo e le bistecche ottenute dalle sue carni contengono una bassa percentuale di grassiContinua a leggere “Cosa mangeremo in futuro? Il destino del cibo secondo Agnese Codignola”

Musica con la C maiuscola alla Fiesta dei Leatherette

Per qualche anno ho fatto parte di una band post-grunge: eravamo quattro amici dello stesso paese, in tre eravamo nati negli anni settanta e, come precisamente espresso in Velleità de I Cani, facevamo musica datata. La maggior parte delle cose buone erano merito del chitarrista e cantante, uno che suonava fin da piccolo e avevaContinua a leggere “Musica con la C maiuscola alla Fiesta dei Leatherette”

Tecnologia e sentimento: i mondi assurdamente delicati di Mary South in Mi ricorderò di te

Una coppia si scontra sul modo giusto per crescere il clone della propria figlia; un ragazzo fugge da un campo di riabilitazione per cyberbulli e troll; una donna si prende cura di un Keith, replicante prodotto in serie destinato a donare i propri organi. Nelle mani di un Charlie Brooker, il celebre autore di BlackContinua a leggere “Tecnologia e sentimento: i mondi assurdamente delicati di Mary South in Mi ricorderò di te”

Gli zombi sono morti, evviva gli zombi! Qualche esempio letterario di come i non morti si possono rifare il look

Ne avevo già il sentore e a certificarlo è arrivato il critico cinematografico Gabriele Ferrari (conosciuto anche come Stanlio Kubrick de I 400 calci) durante FeST, il Festival delle serie tv che si è svolto nell’ultimo weekend di settembre alla Triennale di Milano: i morti viventi al cinema arrancano, non riescono a dire più nienteContinua a leggere “Gli zombi sono morti, evviva gli zombi! Qualche esempio letterario di come i non morti si possono rifare il look”

L’ennesima reunion del dinamico duo: il pop secondo Cedric Bixler Zavala e Omar Rodriguez-López in The Mars Volta

È una storia d’amore (musicale) lunga e appassionata quella che unisce il cantante Cedric Bixler Zavala e il chitarrista Omar Rodriguez-López, tanto da passare attraverso tre decenni e quattro gruppi. Iniziata negli anni 90 con gli At The Drive-In, band con cui i due diedero una personale ed energica versione di ciò che doveva essereContinua a leggere “L’ennesima reunion del dinamico duo: il pop secondo Cedric Bixler Zavala e Omar Rodriguez-López in The Mars Volta”

Il caso Moro raccontato senza parole: Se ci fosse la luce sarebbe bellissimo di Blak Saagan

Un annetto e mezzo fa mi è capitato di vedere un film che mi ha sorpreso. Si chiama Historia de lo oculto, è del regista argentino Cristian Ponce e ne ho parlato già qui: è una pellicola horror atipica, incentrata su un gruppo di giornalisti che cerca di mandare in onda le prove che ilContinua a leggere “Il caso Moro raccontato senza parole: Se ci fosse la luce sarebbe bellissimo di Blak Saagan”

Una piccola critica a Nope attraverso l’utilizzo di Shyamalan e degli anime dello Studio Trigger

Fra un regista che fa cose che mi piaciucchiano ma di cui mi aspetto già l’andamento e uno che fa cose da cui non so cosa aspettarmi, due volte su tre sceglierò il secondo: ecco perché ogni volta che esce un film di Jordan Peele me lo recupero quasi subito. Get out fu un esordioContinua a leggere “Una piccola critica a Nope attraverso l’utilizzo di Shyamalan e degli anime dello Studio Trigger”

La prigione come stato mentale in Codice a sbarre di Giulia Tubili

Una delle prime cose che ho fatto dopo aver iniziato a scrivere con altalenante serietà è stato iscrivermi a qualche concorso letterario. Ce ne sono a bizzeffe in Italia e basta fare un salto su un qualsiasi sito-raccoglitore per accorgersene, ad esempio su uno qualsiasi dei tre che hanno proprio “concorsi letterari” nel nome: alcuniContinua a leggere “La prigione come stato mentale in Codice a sbarre di Giulia Tubili”