Unspeakable, ovvero il perché di Gaza le multinazionali non parlano mai

Qualche giorno fa ho fatto una prova. Ho cercato sull’app di Booking, il sito di prenotazioni alberghiere così comodo che probabilmente anche tu che stai leggendo hai usato almeno una volta nella vita, una destinazione specifica, non perché avessi intenzione di andarci ma solo per sapere se era possibile trovare una struttura proprio lì. NeContinua a leggere “Unspeakable, ovvero il perché di Gaza le multinazionali non parlano mai”

Una scena che vale un film: Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte

Chi segue questo blog da abbastanza tempo sa che sono un amante dei film strani, una passione che è sia croce che delizia. Sotto la genericissima formula “film strano” ci può infatti finire qualsiasi cosa, dall’horror low budget di un* esordiente al contorto dramma di un* autor* riconosciut*, e per ogni Holy motors esiste unContinua a leggere “Una scena che vale un film: Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte”

Il numero cartaceo del 2026 è arrivato

L’estate è ormai agli sgoccioli, lo è anche la nostra prima call a tema e Tremila Battute si prepara a una nuova stagione di racconti, musica e non solo. Per festeggiare il ritorno all’attività, come ormai consuetudine da qualche anno, abbiamo pronto anche il nuovo numero cartaceo della rivista, il numero quattro per la precisioneContinua a leggere “Il numero cartaceo del 2026 è arrivato”

ALTROVE, la prima call per racconti di Tremila Battute

Avevamo preannunciato qualche novità, ed eccone subito una: Tremila Battute lancia la sua prima call per racconti. È arrivata l’estate, con questa stagione arrivano il caldo (praticamente dovunque), le zanzare (se siete sfortunat* come noi, milanesi d’adozione cresciuti accanto alle risaie) e la speranza di arrivare il prima possibile alle ferie, ammesso che abbiate laContinua a leggere “ALTROVE, la prima call per racconti di Tremila Battute”

Orecchiabilità non scontata: Carneplastica degli Asianoia

Se doveste indovinare la canzone che mi viene più spesso da canticchiare in questi giorni ci sono buone probabilità che sbagliereste, almeno se siete assidu* frequentator* di questo blog. Se invece siete capitat* qui per la prima volta (benvenut*!) e la musica indipendente è tutt’altro che il vostro pane, sparando a caso avreste più probabilitàContinua a leggere “Orecchiabilità non scontata: Carneplastica degli Asianoia”

Innovazione e tradizione in Backrooms e Obsession

È arrivato quel periodo dell’anno, e come per il caldo sembra essere arrivato in anticipo (anche se, nel momento in cui leggerete, le temperature potrebbero essere già calate un po’ ovunque): è la stagione degli horror, che non si chiude mai veramente ma che in estate vede un’impennata di titoli non sempre validi, raramente spaventosiContinua a leggere “Innovazione e tradizione in Backrooms e Obsession”

Album bello, genere da definire: No comply dei Baratro

Ci sono generi con cui ho un rapporto complicato, e il post-hardcore è uno di questi. Non che non mi piaccia, ho molti amici post-hardcore: il problema è che all’interno dei suoi confini ho ascoltato band che in comune avevano in fondo solo la tendenza a suonare pesanti e strani, flirtando di volta in voltaContinua a leggere “Album bello, genere da definire: No comply dei Baratro”

Mettiamo in fila un po’ di saggistica bella

Alla fine il discorso che sto per fare è un po’ da disco rotto: ci sono tante belle cose di cui parlare, e troppo poco tempo per farlo. O forse, onestamente, è anche che ho i miei limiti di capacità critica, e che spesso la voglia di fruire di un film, un libro, un discoContinua a leggere “Mettiamo in fila un po’ di saggistica bella”

Un messaggio di pace con un bel po’ di groove: Until we are free dei fabric

Non sono una persona particolarmente ansiosa, tuttavia da ormai quasi due mesi a questa parte ho preso l’abitudine (buona? Cattiva?) di controllare le notizie dal mondo subito appena sveglio, cioè intorno alle 6:30 del mattino. Lo faccio a causa del conflitto nel vicino oriente (formula alternativa a medio oriente che rubo a Giampaolo Musumeci, ilContinua a leggere “Un messaggio di pace con un bel po’ di groove: Until we are free dei fabric”

Il miglior film che (forse) non vedrete mai: Hundreds of beavers

Non ci sono arrivato certo per primo, anzi. C’è voluta innanzitutto questa recensione su I 400 calci a farni drizzare le antenne, ma contando che stiamo parlando di un film del 2022 (e la recensione del 2024) anche loro ci erano arrivati con un certo ritardo: la palma di scopritor* va invece a chi l’ha selezionatoContinua a leggere “Il miglior film che (forse) non vedrete mai: Hundreds of beavers”

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