Psichedelia, danza e spiritualità nei dischi de I Gini Paoli e Bosco Sacro

Gli iniziati, radunati in associazioni private (come i thiasoi dionisiaci) o al seguito di “carismatici itineranti” – come li chiama Burkert – si lanciavano in danze sfrenate su ritmiche ossessive, facevano uso di bevande psicotrope misteriose le cui ricette si tramandavano da secoli, oltre che seguire pratiche (come la sessualità di gruppo dionisiaca) che obbedivanoContinua a leggere “Psichedelia, danza e spiritualità nei dischi de I Gini Paoli e Bosco Sacro”

Amori, amicizie e incomprensioni, o del perché dovreste andare a vedere Decision to leave e Gli spiriti dell’isola

Ho un brutto rapporto col cinema. No, volevo dire che ho un brutto rapporto COI cinema, il luogo fisico. Quando abitavo nella provincia novarese mi capitava di vedere il trailer di qualche film, innamorarmene e poi rimanere deluso perché non lo proiettavano da nessuna parte nel raggio di almeno quaranta chilometri. Che voglio dire, EmilianoContinua a leggere “Amori, amicizie e incomprensioni, o del perché dovreste andare a vedere Decision to leave e Gli spiriti dell’isola”

Ma che ne sanno i 2000? Suggestioni dal millennio passato nei dischi di Mosè Santamaria e Panda Pakse

Non sono passati nemmeno due mesi da quando ho parlato di futuri perduti in musica ed eccomi qui a parlare di retromania. Che Mark Fisher e Simon Reynolds abbiano toccato dei tasti scoperti non lo scopro certo io oggi, fa specie però che nel giro di poco tempo mi siano arrivati alle orecchie due dischiContinua a leggere “Ma che ne sanno i 2000? Suggestioni dal millennio passato nei dischi di Mosè Santamaria e Panda Pakse”

Guillermo sì, Guillermo no: la scalata di Del Toro alla conquista di Netflix

Come si fa a non voler bene a Guillermo Del Toro? Il regista messicano ha una faccia bonaria che ti fa venir voglia di abbracciarlo, ma tutta la tenerezza che ispira sarebbe nulla se ti piantasse lì che so, un Funny games a caso. Invece lui coi suoi film ti dà l’idea di un eternoContinua a leggere “Guillermo sì, Guillermo no: la scalata di Del Toro alla conquista di Netflix”

Presenti distopici e futuri assenti nella musica di Barriera e Collars

Foto di mali maeder da Pexels: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-vicino-alla-pittura-110818/ “È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo”: questa frase è spesso la prima che viene in mente quando si pensa a Mark Fisher, il giornalista e filosofo inglese autore del saggio Realismo capitalista e di innumerevoli articoli su media e società sulContinua a leggere “Presenti distopici e futuri assenti nella musica di Barriera e Collars”

Streaming vs streaming: The playlist, la serie su Spotify targata Netflix

Come tante altre persone appassionate di musica, ho un rapporto ambivalente con Spotify. Apprezzo la possibilità di ascoltare musica gratis (anche se da qualche mese sono passato all’abbonamento premium) e ho scoperto più di un’artista tramite la Discover weekly (croce e delizia: se una settimana sbaglio ad ascoltare solo una band, la settimana dopo l’algoritmoContinua a leggere “Streaming vs streaming: The playlist, la serie su Spotify targata Netflix”

Come gestire il tempo e lo spazio: 7 dei Repetita Iuvant

Un bel po’ di anni fa recensii un disco che rimane tuttora la cosa più brutta che mi sia mai capitata in mano. Non dirò di chi era (forse l’ho già fatto da qualche parte), anche perché dopo quell’Ep di quattro tracce la band in questione pubblicò un buon album con le idee molto piùContinua a leggere “Come gestire il tempo e lo spazio: 7 dei Repetita Iuvant”

Un film in tre atti dalla doppia anima: Triangle of sadness

Ruben Östlund, questo sconosciuto… Almeno per me. Ammetto di non aver mai frequentato il cinema del regista svedese, ma al Festival di Cannes se ne sono a dir poco innamorati: primo premio nella sezione Un certain regard nel 2014 con Forza maggiore, Palma d’oro nel 2017 con The square, Östlund in questo 2022 ha bissatoContinua a leggere “Un film in tre atti dalla doppia anima: Triangle of sadness”

Cosa mangeremo in futuro? Il destino del cibo secondo Agnese Codignola

In Belgio esiste una mucca la cui carne è perfetta per le esigenze nutrizionali moderne, quasi priva di grassi e abbondante, visto che ogni animale pesa più di una tonnellata. Si chiama Belgian Blue, il suo latte ha un ottimo valore nutritivo e le bistecche ottenute dalle sue carni contengono una bassa percentuale di grassiContinua a leggere “Cosa mangeremo in futuro? Il destino del cibo secondo Agnese Codignola”

Musica con la C maiuscola alla Fiesta dei Leatherette

Per qualche anno ho fatto parte di una band post-grunge: eravamo quattro amici dello stesso paese, in tre eravamo nati negli anni settanta e, come precisamente espresso in Velleità de I Cani, facevamo musica datata. La maggior parte delle cose buone erano merito del chitarrista e cantante, uno che suonava fin da piccolo e avevaContinua a leggere “Musica con la C maiuscola alla Fiesta dei Leatherette”

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