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Un film in tre atti dalla doppia anima: Triangle of sadness

Ruben Östlund, questo sconosciuto… Almeno per me. Ammetto di non aver mai frequentato il cinema del regista svedese, ma al Festival di Cannes se ne sono a dir poco innamorati: primo premio nella sezione Un certain regard nel 2014 con Forza maggiore, Palma d’oro nel 2017 con The square, Östlund in questo 2022 ha bissatoContinua a leggere “Un film in tre atti dalla doppia anima: Triangle of sadness”

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Il supermercato come incubo neoliberale: Manodopera di Diamela Eltit

Ognuno di noi ha i suoi problemi col lavoro. Possono essere rapporti complicati coi colleghi, coi principali, anche semplicemente la consapevolezza che non facciamo quello che ci piacerebbe o che non riteniamo più sostenibili per il nostro equilibrio psichico certe condizioni (una consapevolezza resa più evidente dal boom di dimissioni volontarie post-Covid, che in ItaliaContinua a leggere “Il supermercato come incubo neoliberale: Manodopera di Diamela Eltit”

Scissione, o di come la Apple mi ha rubato un’idea grazie all’inconscio collettivo

Antefatto Qualche anno fa mi è venuta l’idea per un racconto. Non ricordo esattamente come arrivò, perciò romanzerò il contesto associandolo al germe iniziale della trama: ero moderatamente brillo in quel della Cooperativa Portalupi di Vigevano, e qualcuno che non conosco mi ha chiesto cosa faccio di lavoro. Da lì sono partito con la fantasiaContinua a leggere “Scissione, o di come la Apple mi ha rubato un’idea grazie all’inconscio collettivo”