L’estate scorsa, all’interno di un articolo in cui parlavo dei podcast migliori ascoltati durante le mie ferie, ne ho fatto solo una piccola menzione, ma per gli appassionati di libri Copertina di Matteo B. Bianchi è un ascolto imprescindibile. Una volta ogni due settimane lo scrittore consiglia un buon numero di letture fra quelle cheContinua a leggere “Fidati di chi non ci è mai stato: il sud-ovest degli States in Zia Dot di Riccardo D’Aquila”
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Raccontare senza parole (o quasi): le potenzialità narrative della musica strumentale attraverso tre dischi
Foto di Dmitry Demidov da Pexels Per chi segue questo blog non sarà una scoperta sapere che sono un appassionato di musica strumentale. Post-rock, math-rock e qualunque derivazione sul genere hanno cominciato ad affascinarmi anni fa, poi ho espanso gli orizzonti ancora un po’ arrivando ad esempi di jazz contemporaneo o di “elettronica intelligente“. Che ci trovo? Ispirazione,Continua a leggere “Raccontare senza parole (o quasi): le potenzialità narrative della musica strumentale attraverso tre dischi”
Regole e sentimenti: il luogo di lavoro secondo Daniel Orozco in Orientamento
Nell’ultimo articolo accennavo a due libri inerenti al lavoro che mi avevano colpito particolarmente nel recente periodo. L’idea iniziale era di parlarne assieme in un unico articolo, poi le cose da dire su Manodopera di Diamela Eltit si sono sommate fino a convincermi a dare più spazio alle singole opere: oggi tocca quindi a Orientamento,Continua a leggere “Regole e sentimenti: il luogo di lavoro secondo Daniel Orozco in Orientamento”
Il supermercato come incubo neoliberale: Manodopera di Diamela Eltit
Ognuno di noi ha i suoi problemi col lavoro. Possono essere rapporti complicati coi colleghi, coi principali, anche semplicemente la consapevolezza che non facciamo quello che ci piacerebbe o che non riteniamo più sostenibili per il nostro equilibrio psichico certe condizioni (una consapevolezza resa più evidente dal boom di dimissioni volontarie post-Covid, che in ItaliaContinua a leggere “Il supermercato come incubo neoliberale: Manodopera di Diamela Eltit”
Chiamare le cose col nome giusto: alla scoperta del Black Pop dei Push Button Gently
C’è chi sa dare i titoli alle proprie opere e chi no: io sono fra i secondi. Quando devo dare il nome a un mio racconto non ho la liricità di un Houellebecq, che piazza con nonchalance titoli come Estensione del dominio della lotta o La possibilità di un’isola (ho partecipato di recente a unContinua a leggere “Chiamare le cose col nome giusto: alla scoperta del Black Pop dei Push Button Gently”
Sicuramente meglio di Batman & Robin: The Batman
Partiamo già col piede sbagliato: io in realtà Batman & Robin non l’ho visto, perché Joel Schumacher già aveva marcato male col film precedente (al netto di una carriera piena di filmoni, è proprio coi supereroi che non ce la faceva) e vederlo programmato in prima visione alla domenica pomeriggio su Italia Uno, cioè nellaContinua a leggere “Sicuramente meglio di Batman & Robin: The Batman”
Post-post punk: il nuovo album dei Kick
Per quanto abbia aperto un blog che parla tanto di musica, ma davvero tanto, e qualcuno (magari) si aspetta che io sia piuttosto esperto di come vanno le mode del momento, devo ammettere che in realtà no, brancolo nel buio. La mia scoperta di nuov* artist* deriva principalmente dai concerti (percentuale scesa di molto daContinua a leggere “Post-post punk: il nuovo album dei Kick”
Scissione, o di come la Apple mi ha rubato un’idea grazie all’inconscio collettivo
Antefatto Qualche anno fa mi è venuta l’idea per un racconto. Non ricordo esattamente come arrivò, perciò romanzerò il contesto associandolo al germe iniziale della trama: ero moderatamente brillo in quel della Cooperativa Portalupi di Vigevano, e qualcuno che non conosco mi ha chiesto cosa faccio di lavoro. Da lì sono partito con la fantasiaContinua a leggere “Scissione, o di come la Apple mi ha rubato un’idea grazie all’inconscio collettivo”
Possiamo vincere La scommessa psichedelica? Qualche pensiero sulla raccolta di saggi curata da Federico di Vita
(Foto di cottonbro da Pexels) Provate a formarvi in mente quattro immagini: la classica visione che abbiamo dello studio di psicanalisi, psicoterapeuta alle spalle di qualcun* sdraiato su una poltrona; la folla al concerto di Woodstock nel 1969; persone che ballano di notte all’interno della struttura multicolore di un Festival Goa; l* programmator* di un’azienda hi-tech della SiliconContinua a leggere “Possiamo vincere La scommessa psichedelica? Qualche pensiero sulla raccolta di saggi curata da Federico di Vita”
L’uomo invisibile, o di come il femminismo ha (quasi) salvato un universo
C’era una volta, e forse c’è ancora, un universo narrativo che da anni non veniva sfruttato a dovere. Ai tempi d’oro i suoi protagonisti erano sulla bocca di tutti, ma un lungo periodo di oblio (con poche eccezioni) li aveva relegati fra i personaggi su cui non era più il caso di puntare. Un belContinua a leggere “L’uomo invisibile, o di come il femminismo ha (quasi) salvato un universo”