Il nome di Amelia Gray potrebbe non dire niente alla maggior parte delle persone, ma quasi sicuramente avrete sentito parlare delle serie televisive a cui ha lavorato: magari non Maniac, passata abbastanza sotto silenzio su Netflix nonostante Emma Stone e Jonah Hill nel cast, più probabilmente Mr. Robot, serie che ha lanciato Rami Malek eContinua a leggere “Viscere esposte e contorte: i racconti surreali di Amelia Gray”
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Racconto in musica 18: L’ultima risata (Satoyama – Aral)
Scoprire nuove band da ascoltare è facilissimo e difficile allo stesso tempo. Di fronte alla sterminata scelta offerta dal web finisco spesso per soffrire della sindrome da Netflix, ovvero quella che mi porta a passare da un contenuto all’altro, indeciso su cosa vedere, fino a che non vedo niente perché ho passato tutto il tempoContinua a leggere “Racconto in musica 18: L’ultima risata (Satoyama – Aral)”
Piccoli istanti di musicale bellezza
Quando ho aperto questo blog avevo le idee abbastanza chiare: i racconti dovevano essere il vero motore del progetto, gli articoli la mia opportunità di dire quel che mi pareva su cosa mi pareva. Da questo punto di vista l’articolo di oggi rappresenta proprio il classico divertissement fine a sé stesso, nient’altro che un modoContinua a leggere “Piccoli istanti di musicale bellezza”
Racconto in musica 17: Spazio subdurale (Metz – Sink)
Per la seconda settimana consecutiva ho un’ospite all’interno della rubrica dedicata ai racconti ispirati da canzoni, e non potrei esserne più felice. Questa volta tocca a Riccardo Fumagalli, che di sé dice che “scrive da anni, ma se ne è accorto da poco”. Teenager di mezza età, mai uscito dagli anni 90, ha pubblicato raccontiContinua a leggere “Racconto in musica 17: Spazio subdurale (Metz – Sink)”
Idee per un nuovo cinema horror
In presentazione di uno dei racconti su questo blog mi ponevo una domanda: perché il cinema horror non sfrutta il giorno e la luce come ambientazione? Per quanto sia difficile creare tensione senza utilizzare i cliché tipici del genere (soprattutto il jump scare è ormai abusatissimo, e utilizzato pure nei trailer per truccare da spaventosoContinua a leggere “Idee per un nuovo cinema horror”
Racconto in musica 16: Al ghiaccio (Orville Peck – No glory in the west)
Da queste parti sono passati finora pochi ospiti, così ho pensato di andarmeli a cercare. Magari non lo sapete, ma esiste in Italia un ricco sottobosco di riviste letterarie validissime (se fate un salto qui potete trovare un sacco di informazioni utili) di cui ‘tina è un po’ la madrina. Fondata nel lontano 1996 dalloContinua a leggere “Racconto in musica 16: Al ghiaccio (Orville Peck – No glory in the west)”
Musica e sport volume 1: Il ciclismo
Ammetto di aver pensato a un articolo sul rapporto fra musica e sport partendo da un pugno di canzoni, e con l’intenzione di limitare il discorso alla musica indipendente. Poi ho fatto l’errore di chiedere consiglio al riguardo ad amici e conoscenti su Facebook, la lista si è allungata a dismisura e a quel puntoContinua a leggere “Musica e sport volume 1: Il ciclismo”
Racconto in musica 15: Il circolo del ricordo (Fuck Buttons – Year of the dog)
Sono sempre alla ricerca del “next big thing” musicale, che nella mia accezione significa trovare qualcosa che mi piaccia e che suoni nuovo alle mie orecchie. Anni fa, recensendo dischi, finii per conoscere l’etichetta Supernatural Cat, facendomi una cultura sul genere Doom che mai prima di allora avevo frequentato. In tempi più recenti, stimolato dallaContinua a leggere “Racconto in musica 15: Il circolo del ricordo (Fuck Buttons – Year of the dog)”
La colonna sonora della fragilità: Fiori recisi, il nuovo album de Il silenzio delle vergini
È un esperimento molto particolare e lodevole quello che fanno gli Il silenzio delle vergini nel loro terzo album, Fiori recisi: partendo da una base musicale che pesca principalmente dall’oscurità della new wave e dall’ariosità del post-rock, spruzzando il tutto di elettronica, la band costruisce un percorso in cui la voce di Cristina Tirella siContinua a leggere “La colonna sonora della fragilità: Fiori recisi, il nuovo album de Il silenzio delle vergini”
Racconto in musica 14: All’infinito (Russian Circles – Kohokia)
Nella mia dichiarazione d’intenti all’apertura di questo sito (ne trovate un sunto qui) parlavo della difficoltà di fissare una linea netta fra ciò che può essere considerato musica indipendente o meno. Per fare un esempio nostrano i Baustelle, già protagonisti di un racconto dedicato, sono partiti dal basso per accasarsi solo dopo con una majorContinua a leggere “Racconto in musica 14: All’infinito (Russian Circles – Kohokia)”