L’estate scorsa, all’interno di un articolo in cui parlavo dei podcast migliori ascoltati durante le mie ferie, ne ho fatto solo una piccola menzione, ma per gli appassionati di libri Copertina di Matteo B. Bianchi è un ascolto imprescindibile. Una volta ogni due settimane lo scrittore consiglia un buon numero di letture fra quelle cheContinua a leggere “Fidati di chi non ci è mai stato: il sud-ovest degli States in Zia Dot di Riccardo D’Aquila”
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Racconto in musica 98: Addio (Giardini Di Mirò – Flat heart society)
Si può menzionare per due settimane di fila la stessa band senza che questa sia poi protagonista dell’articolo? Si può parlare dello stesso genere musicale (prendendola alla larga) per due volte in quattro giorni? Sarà che, arrivato a quasi cento racconti, uno comincia a ripetersi, ma io questo racconto della domenica lo introduco menzionando iContinua a leggere “Racconto in musica 98: Addio (Giardini Di Mirò – Flat heart society)”
Raccontare senza parole (o quasi): le potenzialità narrative della musica strumentale attraverso tre dischi
Foto di Dmitry Demidov da Pexels Per chi segue questo blog non sarà una scoperta sapere che sono un appassionato di musica strumentale. Post-rock, math-rock e qualunque derivazione sul genere hanno cominciato ad affascinarmi anni fa, poi ho espanso gli orizzonti ancora un po’ arrivando ad esempi di jazz contemporaneo o di “elettronica intelligente“. Che ci trovo? Ispirazione,Continua a leggere “Raccontare senza parole (o quasi): le potenzialità narrative della musica strumentale attraverso tre dischi”
Racconto in musica 97: Al limitare di un sogno (Electric Youth – Runaway)
Quanto conta il modo in cui si scopre qualcosa di nuovo? Ricordo che anni fa, in un periodo di poco successivo alla mia scoperta dei Russian Circles, entrai in contatto con una piccola polemica che viveva nei meandri dei commenti su YouTube: una loro canzone era usata nei titoli di coda del videogioco Dead Space,Continua a leggere “Racconto in musica 97: Al limitare di un sogno (Electric Youth – Runaway)”
Regole e sentimenti: il luogo di lavoro secondo Daniel Orozco in Orientamento
Nell’ultimo articolo accennavo a due libri inerenti al lavoro che mi avevano colpito particolarmente nel recente periodo. L’idea iniziale era di parlarne assieme in un unico articolo, poi le cose da dire su Manodopera di Diamela Eltit si sono sommate fino a convincermi a dare più spazio alle singole opere: oggi tocca quindi a Orientamento,Continua a leggere “Regole e sentimenti: il luogo di lavoro secondo Daniel Orozco in Orientamento”
Racconto in musica 96: Eredità (Deap Vally – Billions)
Negli ultimi otto giorni ho visto tre concerti. Non è che dopo la fase più dura della pandemia possiamo dire “oh che bello, il mondo sta tornando come prima”, innanzitutto perché A) forse in un po’ ci siamo accorti che il mondo di prima non era esattamente il paradiso e poi perché B) ci sonoContinua a leggere “Racconto in musica 96: Eredità (Deap Vally – Billions)”
Il supermercato come incubo neoliberale: Manodopera di Diamela Eltit
Ognuno di noi ha i suoi problemi col lavoro. Possono essere rapporti complicati coi colleghi, coi principali, anche semplicemente la consapevolezza che non facciamo quello che ci piacerebbe o che non riteniamo più sostenibili per il nostro equilibrio psichico certe condizioni (una consapevolezza resa più evidente dal boom di dimissioni volontarie post-Covid, che in ItaliaContinua a leggere “Il supermercato come incubo neoliberale: Manodopera di Diamela Eltit”
Racconto in musica 95: Quanto tempo puoi resistere prima di incazzarti (Cigarettes After Sex – Nothing’s gonna hurt you baby)
Che ci crediate o meno non ho una mezza idea su cosa dire in questo cappello introduttivo. Doveva capitare prima o poi, cioè sono quasi a cento racconti e ieri mi sono visto dal vivo insieme due band su cui ho pubblicato racconti qua, mi sa che il mio cervello comincia a perdere colpi eContinua a leggere “Racconto in musica 95: Quanto tempo puoi resistere prima di incazzarti (Cigarettes After Sex – Nothing’s gonna hurt you baby)”
Chiamare le cose col nome giusto: alla scoperta del Black Pop dei Push Button Gently
C’è chi sa dare i titoli alle proprie opere e chi no: io sono fra i secondi. Quando devo dare il nome a un mio racconto non ho la liricità di un Houellebecq, che piazza con nonchalance titoli come Estensione del dominio della lotta o La possibilità di un’isola (ho partecipato di recente a unContinua a leggere “Chiamare le cose col nome giusto: alla scoperta del Black Pop dei Push Button Gently”
Racconto in musica 94: Parole fluide (Ottone Pesante – Tentacles)
L’ho già detto che ho un debole per i fiati? Non so esattamente com’è nata questa passione, ma c’è sicuramente stato un momento della mia vita in cui avrei messo volentieri un sax (o in alternativa tromba, trombone…) in qualunque brano musicale, convinto che il risultato sarebbe stato buono e giusto come diceva qualcuno. SaràContinua a leggere “Racconto in musica 94: Parole fluide (Ottone Pesante – Tentacles)”