Racconto in musica 95: Quanto tempo puoi resistere prima di incazzarti (Cigarettes After Sex – Nothing’s gonna hurt you baby)

Che ci crediate o meno non ho una mezza idea su cosa dire in questo cappello introduttivo. Doveva capitare prima o poi, cioè sono quasi a cento racconti e ieri mi sono visto dal vivo insieme due band su cui ho pubblicato racconti qua, mi sa che il mio cervello comincia a perdere colpi e presto parlerò di tutt’altro facendo domande che non c’entrano niente, tipo Qualcun* di voi ha mai fumato dopo il sesso? Si fa davvero o è un’usanza che si è inventato il cinema per farci consumare sigarette in un periodo storico in cui era ancora possibile farlo? E il periodo storico in cui era possibile farlo coincideva oppure no con il periodo in cui al cinema non potevi permetterti di far vedere due persone a letto insieme?

Ecco era meglio se mi trovavo un tema, io poi manco fumo per cui che domande mi faccio? Il tutto comunque (lo avrete capito dal titolo, che io faccio sempre finta che voi non abbiate già visto ma è lì, bello grosso, e sicuramente è la prima cosa che leggete) serve a introdurre un racconto in cui c’entrano (rullo di tamburi) i Cigarettes After Sex, di cui sono debitore alle sapienti mani (e alla sapiente mente) di Alex Roggero.

Alex è uno di quegli esempi di scrittore-musicista che da queste parti accogliamo sempre come la manna dal cielo. Milanese doc classe 1987, diplomato in basso elettrico presso il CPM di Franco Mussida (PFM), Alex ha suonato (e in molti casi fondato) in svariate band dell’underground milanese come Stone Revolution, Solarya, Maela, La Sete e L’Etiope, oltre a spendersi come turnista per gente del calibro di Alberto Fortis, Movida, Rezophonic, Bernardo Lanzetti e pure (in questo caso non lo invidio) i Gemelli Diversi. Più di duecento concerti live per lui, che non contento si è pure buttato sulla scrittura sulla scia di autori come Chuck Palahniuk, Irvine Welsh e Charles Bukowski: il suo stile crudo e graffiante, oltre che in racconti sparsi per il web (il cui reperimento è reso difficile da un omonimo che scrive letteratura di viaggio, scherzi del caso), lo potrete presto gustare nel suo romanzo d’esordio Non farlo, in uscita a giugno per Ortica Editrice.

Carriera bizzarra quella dei Cigarettes After Sex, nati nel 2008 da un’idea del cantante e chitarrista Greg Gonzalez a El Paso, città natale di un’altra band un tantino influente nel panorama musicale mondiale, gli At The Drive-In. Gonzalez però nulla ha a che spartire con le atmosfere nervose e infuocate di Omar Rodriguez-Lopez e soci, lui ha in mente più una musica dalle atmosfere sensuali e vagamente oniriche: nasce così, registrato all’interno dell’Università del Texas, il primo Ep intitolato semplicemente I, in una forma ancora grezza ma che pone le basi per il futuro del progetto.

Trasferitosi a Brooklyn, Gonzalez unisce le forze con Philip Tubbs (tastiere), Randall Miller (basso) e Jacob Tomsky (batteria), continuando a fare le cose con caparbietà ma senza particolare fretta. L’Ep I esce in forma definitiva nel 2012, il gruppo comincia a crearsi un seguito anche grazie a YouTube e nel 2015, quando esce il singolo Affection, i tempi sono maturi per il successo internazionale. Messi sotto contratto dalla Partisan Records, i Cigarettes After Sex arrivano alla pubblicazione del loro primo album omonimo nel 2017, a otto anni di distanza dalla formazione, dimostrando una coesione d’intenti che ha una piccola incrinatura solo nella fuoriuscita dalla band di Tubbs, deciso a produrre musica propria. Il nuovo disco ci mette poco ad arrivare, a dispetto dell’attesa per il primo, e così nel 2019 fa la sua comparsa Cry, secondo capitolo di una storia musicale densa di soddisfazioni (Nothing’s gonna hurt you baby, prima canzone del primo Ep, è stata negli anni utilizzata in serie come The Handmaid’s Tale e Shameless) e improntata a un indie dream pop che trova nella voce androgina di Gonzalez la perfetta forma comunicativa. Solo il loro nome appare in qualche maniera fuorviante: più che da sigaretta post-sesso, quella che io non ho mai fumato, i Cigarettes After Sex appaiono più come la band perfetta per creare l’atmosfera, magari con la persona con cui vorresti davvero passare il resto della tua vita e non con un* qualsiasi, perché quella lieve malinconia creata da delay e riverberi lascia la sensazione di un dopo che non si esaurisce in una notte sola.

Nothing’s gonna hurt you baby risuona anche nella macchina del protagonista del racconto di Alex, ma l’atmosfera è completamente diversa da quella della band di Gonzalez. La sensualità dei Cigarettes After Sex rimane un miraggio verso cui tendere mentre, persi in un flusso di coscienza, osserviamo dall’interno della mente di un uomo gli atti finali di una delle peggiori giornate della sua vita, chiedendoci con lui quanto tempo si può resistere prima di incazzarsi: un modo sicuramente originale di sfruttare l’ispirazione musicale, ribaltandone il mood. Potete leggere il racconto subito dopo il brano, magari sovrapponendoli: io nel frattempo vi auguro al solito buon ascolto e buona lettura.

Se volete ascoltare questo e tutti (o quasi) gli altri brani che hanno ispirato i racconti di Tremila battute ora potete farlo tramite questa comodissima playlist su Spotify: in attesa di trovare un canale che ricompensi davvero gli artisti accontentiamoci di quel che passa il convento e ascoltate, condividete, supportate (e se avete canali alternativi suggeriteli nei commenti).

Quanto tempo puoi resistere prima di incazzarti, di Alex Roggero

Mi piacerebbe essere una di quelle persone che, quando sono in difficoltà, se ne escono urlando la frase “lei non sa chi sono io”, ma nemmeno io, in questo momento, saprei rispondermi. Chi sono io? Che poi, le persone che si trovano in questa situazione solitamente come reagiscono? Qualcuno ha mai veramente risposto qualcosa tipo “Be’, per me lei è un manager di mezza età, grassoccio, praticamente calvo, con una moglie insoddisfatta, due figli che la odiano e un certo numero di ragazzine compiacenti che la sfruttano per comprare droghe e abiti costosi”? No, le persone preferiscono sorvolare, stare in silenzio fino a quando la sceneggiata giunge al termine.

Quanti minuti di insulti si possono sopportare prima di esplodere?

Penso dipenda molto da quanto si è giovani e ricchi. Più si è giovani, meno minuti si riescono a sopportare, e lo stesso vale per la quantità di soldi a disposizione. Se sei un quarantasettenne squattrinato e il tuo capo ti sta insultando senza motivo, solo perché sua moglie lo ha tradito, be’, immagino che il tempo di sopportazione possa superare le otto ore. Quattrocentottanta minuti zitti a prendersi insulti. Se invece nella stessa situazione si trovasse un ventiduenne ricco, ma ricco davvero, be’, i minuti sarebbero forse due. Al massimo.

Cosa voglio dire con tutto questo discorso? Non lo so, forse che invidio la gente ricca e giovane. O forse che mi sta sul cazzo chi sta zitto, chi subisce e basta, per tutta la vita. Tipo me. Se nessuno stesse zitto oggi vivremmo in una società migliore. Tutti vogliono cambiare il mondo, ma quale rivoluzione è iniziata stando in silenzio? Qual è l’ultima volta in cui ho fatto qualcosa di utile per cambiare le cose? Ancora, chi sono io?

E lei, a cosa starà pensando ora?

Avrei dovuto reagire. Cazzo se avrei dovuto. Ci hanno trattato come due straccioni, starà pensando che sono uno sfigato. Da quanto tempo sto guidando in silenzio? Ho paura di girarmi, di guardarla. Se stesse dormendo sarebbe ok, ma se fosse sveglia mi chiederebbe sicuramente perché la sto fissando. E a quel punto cosa dovrei rispondere?

Metto su una canzone. “Cigarettes After Sex – Nothing’s gonna hurt you baby”. Perché non ho detto niente quando ci hanno cacciato dal locale? Dovrei tornare indietro, sembrerei totalmente pazzo ma forse si innamorerebbe di me. Perché penso così tanto? Faccio finta di mettere a posto lo specchietto retrovisore, non faccio in tempo a voltarmi che incrocio il suo sguardo. Non dice niente.

Cazzo che situazione di merda. Cosa dovrei dire io ora? Rimango in silenzio. Quando arriviamo sotto casa sua scende in fretta dalla macchina, non mi saluta nemmeno.

Oggi è davvero una giornata storta. Questa mattina sono stato licenziato, ho speso gli ultimi cento euro per la cena. Cosa farò domattina? Di sicuro questa è l’ultima volta in cui sono stato zitto. No, non è vero, continuerò a farlo per sempre. Sono davvero questo?

Quanto tempo riuscirò a resistere prima di incazzarmi la prossima volta?

Ti è piaciuto questo racconto/articolo? Segui la pagina Facebook di Tremila Battute!

Pubblicato da Ficky

Nel (poco) tempo libero scrivo racconti, guardo film e serie tv, leggo libri, recito in una compagnia teatrale, partecipo a eventi culturali e vado a vedere un sacco di concerti. Ho scritto per anni di musica (Indie-zone, Stordisco, Asapfanzine) e spero di trovare il tempo di farlo ancora per molti anni a venire.

2 pensieri riguardo “Racconto in musica 95: Quanto tempo puoi resistere prima di incazzarti (Cigarettes After Sex – Nothing’s gonna hurt you baby)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: