Racconto in musica 96: Eredità (Deap Vally – Billions)

Negli ultimi otto giorni ho visto tre concerti. Non è che dopo la fase più dura della pandemia possiamo dire “oh che bello, il mondo sta tornando come prima”, innanzitutto perché A) forse in un po’ ci siamo accorti che il mondo di prima non era esattamente il paradiso e poi perché B) ci sonoContinua a leggere “Racconto in musica 96: Eredità (Deap Vally – Billions)”

Il supermercato come incubo neoliberale: Manodopera di Diamela Eltit

Ognuno di noi ha i suoi problemi col lavoro. Possono essere rapporti complicati coi colleghi, coi principali, anche semplicemente la consapevolezza che non facciamo quello che ci piacerebbe o che non riteniamo più sostenibili per il nostro equilibrio psichico certe condizioni (una consapevolezza resa più evidente dal boom di dimissioni volontarie post-Covid, che in ItaliaContinua a leggere “Il supermercato come incubo neoliberale: Manodopera di Diamela Eltit”

Racconto in musica 95: Quanto tempo puoi resistere prima di incazzarti (Cigarettes After Sex – Nothing’s gonna hurt you baby)

Che ci crediate o meno non ho una mezza idea su cosa dire in questo cappello introduttivo. Doveva capitare prima o poi, cioè sono quasi a cento racconti e ieri mi sono visto dal vivo insieme due band su cui ho pubblicato racconti qua, mi sa che il mio cervello comincia a perdere colpi eContinua a leggere “Racconto in musica 95: Quanto tempo puoi resistere prima di incazzarti (Cigarettes After Sex – Nothing’s gonna hurt you baby)”

Chiamare le cose col nome giusto: alla scoperta del Black Pop dei Push Button Gently

C’è chi sa dare i titoli alle proprie opere e chi no: io sono fra i secondi. Quando devo dare il nome a un mio racconto non ho la liricità di un Houellebecq, che piazza con nonchalance titoli come Estensione del dominio della lotta o La possibilità di un’isola (ho partecipato di recente a unContinua a leggere “Chiamare le cose col nome giusto: alla scoperta del Black Pop dei Push Button Gently”

Racconto in musica 94: Parole fluide (Ottone Pesante – Tentacles)

L’ho già detto che ho un debole per i fiati? Non so esattamente com’è nata questa passione, ma c’è sicuramente stato un momento della mia vita in cui avrei messo volentieri un sax (o in alternativa tromba, trombone…) in qualunque brano musicale, convinto che il risultato sarebbe stato buono e giusto come diceva qualcuno. SaràContinua a leggere “Racconto in musica 94: Parole fluide (Ottone Pesante – Tentacles)”

Sicuramente meglio di Batman & Robin: The Batman

Partiamo già col piede sbagliato: io in realtà Batman & Robin non l’ho visto, perché Joel Schumacher già aveva marcato male col film precedente (al netto di una carriera piena di filmoni, è proprio coi supereroi che non ce la faceva) e vederlo programmato in prima visione alla domenica pomeriggio su Italia Uno, cioè nellaContinua a leggere “Sicuramente meglio di Batman & Robin: The Batman”

Racconto in musica 93: Una strada illuminata (Vanishing Twin – Telescope)

Vi ricordate come andavano le cose a settembre 2020? Avevamo appena cominciato a mettere il naso in contesti in cui si suonava (prevalentemente in acustico), di lì a poco avremmo avuto un’altra forma di lockdown che li avrebbe stoppati di nuovo e ci chiedevamo “quand’è che la musica dal vivo riprenderà sul serio?” (forse ciContinua a leggere “Racconto in musica 93: Una strada illuminata (Vanishing Twin – Telescope)”

Post-post punk: il nuovo album dei Kick

Per quanto abbia aperto un blog che parla tanto di musica, ma davvero tanto, e qualcuno (magari) si aspetta che io sia piuttosto esperto di come vanno le mode del momento, devo ammettere che in realtà no, brancolo nel buio. La mia scoperta di nuov* artist* deriva principalmente dai concerti (percentuale scesa di molto daContinua a leggere “Post-post punk: il nuovo album dei Kick”

Racconto in musica 92: Spaesamenti (Steve Reich – Mallet quartet 1: fast)

Let’s go to the classic! A parte un caso non mi sono finora mai avventurato nel mondo dei compositori, e c’è un buon motivo: non me ne intendo. Per quanto uno possa cercare di ampliare i propri orizzonti musicali esiste sempre un territorio che rimane inesplorato, e in generale ho sempre fatto un’associazione molto settariaContinua a leggere “Racconto in musica 92: Spaesamenti (Steve Reich – Mallet quartet 1: fast)”

Scissione, o di come la Apple mi ha rubato un’idea grazie all’inconscio collettivo

Antefatto Qualche anno fa mi è venuta l’idea per un racconto. Non ricordo esattamente come arrivò, perciò romanzerò il contesto associandolo al germe iniziale della trama: ero moderatamente brillo in quel della Cooperativa Portalupi di Vigevano, e qualcuno che non conosco mi ha chiesto cosa faccio di lavoro. Da lì sono partito con la fantasiaContinua a leggere “Scissione, o di come la Apple mi ha rubato un’idea grazie all’inconscio collettivo”

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