L’amore non esiste, viva l’amore: Mi commuovo, se vuoi di Mario Pigozzo Favero

Recensire questo disco è un’esperienza strana. Lo è perché, come mi è capitato troppe volte, la band da cui Mario Pigozzo Favero proviene, i Valentina Dorme, li ho scoperti troppo tardi, giusto in tempo per vederli live una volta e consumare (eufemismo per dire “l’ho ascoltato un sacco di volte dopo averlo messo su chiavettaContinua a leggere “L’amore non esiste, viva l’amore: Mi commuovo, se vuoi di Mario Pigozzo Favero”

Racconto in musica 88: Cose difficili (Casino Royale – Cose difficili)

Nell’ultimo articolo pubblicato ho parlato della mia fascinazione, nei primi anni 90, per il pop radiofonico di quegli anni. Se ci penso meglio nell’arco di quel decennio, complici la giovinezza e la suggestionabilità, mi sono più o meno appassionato a qualunque genere andasse in voga. Grunge? Ce l’avevo. Post-grunge? Mioddio, sì. Brit-pop? Eccomi! Hardcore melodico?Continua a leggere “Racconto in musica 88: Cose difficili (Casino Royale – Cose difficili)”

Pop suonato bene nel disco d’esordio di Prim

Il mio amore per la musica ha attraversato diverse fasi. In famiglia il massimo dell’avanguardia erano delle musicassette (parentesi vecchiaia fase uno) delle edizioni di Sanremo degli anni 60 (parentesi vecchiaia fase due), per cui la prima indipendenza sonora l’ho ottenuta ascoltando la radio con un walkman (parentesi vecchiaia fase tre): in quel momento miContinua a leggere “Pop suonato bene nel disco d’esordio di Prim”

Racconto in musica 87: Pensa alla salute (I’m not a blonde – Happy face)

Nel 2012 mi capitò in mano (si può dire “in mano” se in realtà mi arrivò in forma digitale?) un disco di cui ancora oggi mi viene da canticchiare la maggior parte dei brani. Si chiamava Retronica, lo aveva sfornato il duo 2Pigeons ed era un disco di musica elettronica fortemente influenzato da qualunquecosa: ritmi,Continua a leggere “Racconto in musica 87: Pensa alla salute (I’m not a blonde – Happy face)”

Show and tell: la fantascienza intimistica di The vast of night

Da appassionato di fantascienza, ma ben lontano dal potermi definire un esperto, ho sempre diviso la cinematografia di genere in due macrosezioni: quella caciarona e più interessata all’azione che agli argomenti (se non si considera come argomento il patriottismo) e quella che ragiona sul presente e/o sulla condizione umana a partire da suggestioni futuristiche. FraContinua a leggere “Show and tell: la fantascienza intimistica di The vast of night”

Racconto in musica 86: Om-Tre (Fugazi – I’m so tired)

Ci sono un paio di regole fondamentali che regolano i racconti che pubblico su questo blog: una è inscritta nel suo stesso nome (che detto così sembra stia parlando delle tavole della legge), massimo tremila battute, l’altra è che il testo sia associato a una canzone di musica indipendente (e su cosa voglia effettivamente direContinua a leggere “Racconto in musica 86: Om-Tre (Fugazi – I’m so tired)”

Le parole sono importanti: una conversazione con Carlo Sperduti riguardo al suo romanzo Deriva

Immaginate una storia: non è questa. Difficilmente avrete immaginato Gambino, un uomo apparso in una frase e intento al complicato corteggiamento di Filomena, donna-luogo con curiosi problemi di alcolismo, sullo sfondo di un villaggio turistico che ospita una sola persona alla volta; non penso avrete immaginato nemmeno un uomo senza nome afflitto da tre problemi:Continua a leggere “Le parole sono importanti: una conversazione con Carlo Sperduti riguardo al suo romanzo Deriva”

Racconto in musica 85: Le mani più veloci dell’Ovest (Steve Gunn – Stonehurst cowboy)

L’appetito vien mangiando, il sonno vien dormendo e io, a furia di stare in pausa, ho finito per far durare le ferie natalizie quasi fino a febbraio: che ci volete fare sono un accidioso, se mi fermo è finita. Per fortuna sono arrivat* un bel po’ di narrator* nuov* a svegliarmi dal letargo, quindi finiscoContinua a leggere “Racconto in musica 85: Le mani più veloci dell’Ovest (Steve Gunn – Stonehurst cowboy)”

Oltre il sensazionalismo, dentro la denuncia: la scommessa vinta de Il dito di Dio

Il 13 gennaio sono passati esattamente dieci anni dal naufragio della Costa Concordia. Di quell’evento che tutti ricordiamo, chi più chi meno, rimangono alcune cose impresse e non per forza le più importanti: l’immagine della nave sdraiata su un fianco, la pratica dell’inchino che ha causato l’incidente, l’ordine di tornare a bordo di un esasperatoContinua a leggere “Oltre il sensazionalismo, dentro la denuncia: la scommessa vinta de Il dito di Dio”

Racconto in musica 84: Ero (Jude – Life lays me down)

Sapete cosa si intende con musica “diegetica”? Io l’ho scoperto qualche mese fa, a un cineforum sul cinema sudcoreano tenuto alla Corte dei Miracoli (locale ubicato fra Porta Genova e i Navigli che consiglio a qualsiasi milanese di frequentare) da Alessandro Andrea Lonardo: in pratica si tratta di quella musica che è direttamente percepita daiContinua a leggere “Racconto in musica 84: Ero (Jude – Life lays me down)”

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