Ora è ufficialmente periodica, ovvero Tremila Battute numero due – la fanzine

Quali motivi ci sono dietro alla creazione di un progetto? Quali obiettivi ci si pone per portarlo avanti? Quanto c’è di narcisistico e quanto di “necessario” (con le mille virgolette del caso) quando ci si pone davanti alla tastiera per dire la propria su qualcosa? Sono domande che probabilmente ho già scritto in altri articoli, molto spesso temo, ma che mi si affacciano ogni volta che posto un articolo o un racconto e mi chiedo, alla fin fine: perché porto avanti Tremila Battute?

E la risposta è boh, ma intanto continuo a farlo.

Spero che mi aiuti a pubblicare qualcosa un giorno, magari quando avrò finito il romanzo che sto scrivendo da più di un anno? Certo che sì, ma realisticamente non penso che un blog che si è volontariamente ficcato nella nicchia della nicchia possa convincere una casa editrice a darmi un’opportunità né un favoritismo qualsiasi per scavallare la pila degli inediti (checché ne dica Vanni Santoni, che pure ho seguito perché alla fine ho creato una “rivista” invece di collaborare con quelle già attive, dando il mio contributo al frazionamento del mondo della lit web). Penso di aiutare il mondo della musica? Nì, magari a qualcun* ho fatto scoprire nuova musica ma dubito che artist* che facevano la fame siano passat* a caviale e champagne dopo che ne ho parlato io, anche se con questa logica non si farebbe niente e anche una goccia nel mare (nel mio caso una recensione o un racconto) può aiutare. Penso di dare uno spazio a persone di cui apprezzo la scrittura? Sì, e infatti quando non arrivano me le vado anche a cercare: a volte si trovano abbastanza bene da tornare, e nelle prossime settimane fra new entry e ritorni la mia voce, narrativamente parlando, non la sentirete.

È anche il motivo per cui ho creato una fanzine che riunisce il meglio della stagione appena passata, mettendo insieme artigianalmente immagini (più o meno) calzanti pescate dalle bacheche gratuite dell’Internet con i racconti che gli autori e le autrici hanno gentilmente donato alla causa della musica bella che fa la fame. Con questa siamo arrivati al numero due, dopo un numero zero di prova e un numero uno che già lasciava presagire un seguito: dentro quelle pagine io ci sono solo per fare un’introduzione pretestuosa quanto quella che state leggendo, mentre tutto lo spazio restante è ad appannaggio di Christina Nike Gagliardi, Lorenzo Del Corso, Stefano Tarquini, Iacopo Innocenti, Cristina Nori, Diego Frau, Matteo Quaglia e Lorenzo Santangeli. Potete leggere i loro racconti ai link correlati al loro nome, scoprendo qualcosa in più anche sull* artist* che hanno ispirato i loro testi, oppure scaricarvi il pdf della fanzine a questo link, che poi è il motivo per cui sto sprecando tutto questo spazio intonso: la fanzine avrà anche una vita cartacea in un numero limitato di copie (il che mi fa sentire in colpa per gli alberi che farò abbattere per la vanità di voler avere un supporto fisico a testimonianza), che potrete trovare… Da qualche parte, quando e se riuscirò a spacciarla in giro: probabilmente ne troverete qualche copia il 26 settembre al Circolo Masada di Milano, dove alle 21 avrò il piacere di dialogare con Andrea Betti a proposito del suo libro Una breve visita (ne avevamo parlato qui), per il resto vi conviene restare connessi alla pagina Facebook che trovate al link più in basso. E sì, lo so che Instagram sarebbe più funzionale, che Facebook ormai è da vecchi, ma ho anche un lavoro, a un altro profilo social non ci sto dietro e poi se faccio cose troppo funzionali al successo ricomincio a farmi le paranoie: stateci, leggete la fanzine e spacciatela nei posti belli.

Scarica il numero Zero e il numero Uno della fanzine di Tremila Battute!

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Pubblicato da Ficky

Nel (poco) tempo libero scrivo racconti, guardo film e serie tv, leggo libri, recito in una compagnia teatrale, partecipo a eventi culturali e vado a vedere un sacco di concerti. Ho scritto per anni di musica (Indie-zone, Stordisco, Asapfanzine) e spero di trovare il tempo di farlo ancora per molti anni a venire.

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