Il nuovo numero cartaceo di Tremila Battute è arrivato

Avremmo potuto annunciare l’arrivo del nuovo numero cartaceo di Tremila Battute in molti modi. Avremmo potuto farlo in pompa magna, beandoci dei nostri cinque anni e mezzo di successi (?), mostrando la fatica che c’è dietro al mantenimento di un progetto e la soddisfazione (che in una narrazione del genere è sempre maggiore e oscura qualsiasi fatica) di vederlo crescere. Avremmo potuto anche puntare solo sulla fatica invece, che dalla regia mi dicono che pure Gipi si rompe i coglioni in molti momenti durante la lavorazione delle sue opere, e un approccio vittimista del genere avrebbe per forza tirato in ballo anche la parte che capisce che lamentarsi della fatica che costa tenere in piedi un blog/aspirante rivista letteraria che nessuno ti ha chiesto di aprire è davvero un first world problem: in pratica avremmo lanciato il sasso e ritirato la mano. Avremmo potuto parlare del senso di fare un cartaceo quando farlo uccide degli alberi (e il riscaldamento globale va preso seriamente), del fatto che rimanere solo sul digitale probabilmente li uccide lo stesso a causa delle distese di server che nascosti innalzano la temperatura del globo, avremmo potuto parlare di cosa vuol dire fare una rivista oggi, scrivere oggi, fare musica oggi e magari anche analizzare la situazione geopolitica internazionale a partire dagli investimenti di Daniel Ek in armamenti. Avremmo potuto darvi mille spunti e avremmo potuto farlo bene, benino, male o malissimo, a seconda di quale di questi approcci avessimo adottato.

Avremmo potuto farlo, invece abbiamo deciso di scrivere un’introduzione che parla di tutte le cose che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto, che tanto all’interno del cartaceo c’è pure un’introduzione e probabilmente non abbiamo così tante cose intelligenti da dire.

Lasciamo parlare i racconti allora, il meglio del nostro meglio (ma quanto è brutto ogni volta fare selezione) di dodici mesi (salvo pause, che quella estiva ce la siamo presa luuuuuungaaaaaaaa) di Tremila Battute: trovate all’interno Annie Cecchetti, Franco Santucci, Edoardo Balacchi, Maria Rosaria De Santis, Achille Monteforte, Guendalina Bruni, Silvia Cocozza, Andrea Scagliarini e Cristina Pasqua, con le storie che hanno deciso di donarci e le suggestioni musicali che hanno guidato le loro penne (o tastiere che dir si voglia).

Speriamo di portare in giro qualche copia al di fuori di Milano (dove invece, dal 25 settembre, per una volta al mese ci trovate fino a fine anno al Circolo Masada), qualcosa si sta muovendo e di sicuro lo faremo dal 19 al 21 settembre a Firenze al Parco delle Murate, dove avremo un banchetto condiviso con piédimosca Edizioni a quella bellissima iniziativa che si chiama Firenze RiVista: vi aspettiamo lì e su uno dei palchi alle 18:30 di sabato 20, dove con Federico Riccardo di Topsy Kretts, la scrittrice Stella Poli, la nostra Maria Rosaria De Santis e la moderazione del giornalista musicale e scrittore Gabriele Merlini passeremo un’ora a parlare di come la musica e la narrativa breve possono farsi veicolo di protesta e consapevolezza. Nell’attesa, trovate il terzo numero di Tremila Battute (che per quelle cose strane che succedono nelle riviste è ovviamente il quarto) a questo link: leggete, condividete, supportate.

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Pubblicato da Ficky

Nel (poco) tempo libero scrivo racconti, guardo film e serie tv, leggo libri, recito in una compagnia teatrale, partecipo a eventi culturali e vado a vedere un sacco di concerti. Ho scritto per anni di musica (Indie-zone, Stordisco, Asapfanzine) e spero di trovare il tempo di farlo ancora per molti anni a venire.

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