
Strano percorso quello dei romani Il pretesto, visto che arrivano al primo full length a ben nove anni di distanza dalla formazione della band. Il tempo è servito per virare verso nuovi orizzonti musicali, cioè dal punk rock degli esordi a un electro-indie dai suoni più morbidi e curati, e la stessa realizzazione del disco è stata fatta senza eccessiva fretta, se si conta che il primo singolo Novembre è uscito poco più di due anni or sono: in questo arco di tempo il gruppo si è anche stabilizzato in una formazione a tre, formata dai fratelli Raffaele (voce e chitarra) e Stefano Doronzo (batteria), cui si aggiunge il bassista Alessio Luigi Dastoli. Il tempo occupato a lavorare sui pezzi ha sicuramente dato i suoi frutti, soprattutto dal lato produttivo, ma Distratta-Mente non è comunque esente da piccoli e grandi difetti.
Il disco viene presentato come un concept che ruota attorno alle problematiche della società odierna, ma i testi non presentano la profondità che mi sarei aspettato da questa premessa. Fin dall’iniziale Fiori di fenice gli Il pretesto danno più l’impressione di puntare sull’effetto scenico di certe frasi che sul costruire testi davvero impegnati: funziona poco anche la scelta di ricorrere spesso allo spoken word, variante vocale utilizzata con poca personalità e che finisce per sminuire anche un brano come Condanna, in cui l’atmosfera di disagio creata ad hoc dagli strumenti non viene adeguatamente supportata dalla voce.

Dal punto di vista musicale Distratta-Mente risulta piuttosto vario, con la chitarra che tesse spesso melodie funkeggianti e una sezione ritmica brava ad adeguare tono e ritmo a seconda dell’atmosfera dei brani. Gente distratta e Vorrei cambiare canale alla tua voce sono i momenti dell’album in cui si fa maggiormente uso dell’elettronica, e hanno un’aria indie modaiola che è l’anima che convince meno degli Il pretesto: fanno sicuramente meglio in Novembre, tutta costruita attorno a una linea melodica su cui gli strumenti si aggiungono poco alla volta (particolarmente efficace la chitarra, con arpeggi dai tratti vagamente noise), e nella conclusiva Eclissi, capace di unire nei ritornelli una linea vocale molto pop con suoni che, soprattutto nel finale, non disdegnano una certa aggressività. La varietà stilistica non sembra però ancora segno di un sound ben definito quanto di una ricerca sonora ancora in corso, come conferma anche la sterzata verso sonorità da alternative rock anni novanta della pur piacevole Magnum.
Solo sette brani per una mezz’ora scarsa di musica in questo Distratta-Mente, un’opera prima con evidenti sbavature ma anche qualche merito, fra cui vale la pena citare un lavoro di produzione e registrazione pulito e attento (solo i ritornelli di Gente distratta sembrano un po’ fuori fuoco, a causa di un’eccessiva compressione) e degli arrangiamenti capaci di qualche buon guizzo. Il disco esce per Alka Record Label, etichetta ferrarese attiva da quindici anni e con un nutrito e variegato roster di artisti.
Ti è piaciuto questo racconto/articolo? Segui la pagina Facebook di Tremila Battute!