Progetta un sito come questo con WordPress.com
Crea il tuo sito

Amore e altre stranger things nell’esordio discografico di Maseeni

Si immaginava di essere così profetico Manuel Agnelli quando nel 1999 cantava che Non si esce vivi dagli anni 80? A furia di ritorni di fiamma il decennio più rimpianto (anche da chi non c’era) finirà per seppellirci tutti quanti, per la gioia di Randy “The Ram” Robinson anche se, a ben guardare, il personaggio interpretato da Mickey Rourke in The wrestler stravedeva per l’hard (e glam) rock e non per i synth e le batterie che suonavano come fustini di detersivo di cui abbondava il pop di quegli anni. Ogni volta che li si dà per morti, pensando che magari un “bel” concerto di Venga Boys, Eiffel 65 e Aqua possa fare da apripista per un ritorno dei nineties, ecco che gli anni ’80 tornano a ruggire, con Stranger Things a prendere il posto dei Goonies e Blinding lights di The Weeknd a fare da ideale colonna sonora. Poi passano gli anni e ti accorgi che niente è cambiato, ma tutto comincia a scricchiolare: la quarta stagione della serie dei Duffer Brothers amplifica la dose di cliché (o erano così anche le altre stagioni, e non me ne ero mai accorto?), Harry Styles scrive una canzone che suona vecchia di quarant’anni con la stessa tastierina di una vecchia di quattro ed esce pure un nuovo Top Gun (in cui purtroppo manca una scena come quella che avevo immaginato io). In che fase del revival siamo? E in che anno di preciso?

Anche in Italia gli anni 80 hanno attecchito un’altra volta, almeno a sentire le canzoni di Tommaso Paradiso, e pure Lorenzo Masini, in arte Maseeni, si assesta sulla scia di un indie-pop che pesca sonorità del passato rimescolate in ottica moderna. Classe 1994, attivo da anni con vari progetti (Govinda, Weird Bloom, Big Mountain County), Canzoni d’amore del terzo tipo è il suo primo disco da solista (prodotto dall’etichetta Porto Records) e fa dell’orecchiabilità e della leggerezza i propri punti di forza. Otto canzoni che scorrono veloci e si insinuano subito in testa, registrate con l’aiuto di Marina Cristofalo delle Lilies On Mars (chitarra, basso, synth e cori) e di Alfredo “Mammaliturchi” De Luca (synth).

L’inizio chitarra/voce di Mi hai lasciato solo il cane setta già in qualche maniera il mood: tanti riverberi, una buona dose di ironia e i synth che entrano alla fine del brano per dare un senso di bizzarro al tutto, mostrando quanto Masini sia attento ai dettagli. Gli arrangiamenti sono infatti il fiore all’occhiello del disco, apparentemente semplici ma capaci di sterzate melodiche inaspettate, come quella che anticipa la coda strumentale di Non mi sono mai preso cura di te o il rallentamento dai toni vagamenti psichedelici nel finale di Non ti batte più il cuore. Pur rimanendo in un solco pop ben definito il disco ha una discreta varietà, con i suoi momenti più introspettivi (Dimenticarti) e giocosi (Superblu), con synth e chitarre liber* di sfogarsi e il basso che si ritaglia il suo momento da protagonista trascinando dietro di sé la melodia di Sei una canzone, secondo singolo estratto dall’album. Un buon lavoro di cesello non può però prescindere da una forte personalità, ed è qui che emergono i difetti del progetto.

Canzoni d’amore del terzo tipo è un disco tecnicamente valido, ma suona come qualcosa scritto a tavolino. Il modo di cantare, l’utilizzo saltuario delle parolacce, i testi che non si prendono sul serio, tutto sembra far parte di un copione che Maseeni mette in scena per arrivare al prodotto indie-synth-pop perfetto per le masse ma che, rivolgendosi più all’esterno che all’interno, manca di anima. Non aiuta che queste canzoni d’amore sembrino scritte più per delle figure estrapolate dai testi di altre canzoni che per delle persone reali, donne dalle caratteristiche troppo comuni per rimanere impresse o, al contrario, descritte da particolari esageratamente artificiosi che sembrano messi lì più che altro per fare rima (emblematico il caso di Superblu, con la strofa “sei la terra dei Fenici/ e di chi ama andare in bici”). Fra ragazze che “se ne fregano dei modi e delle mode” (Sei una canzone) e non hanno tempo per l’amore (La fine del mondo), citazioni pop pretestuose e un paio di “cazzo” qua e là per rinforzare concetti deboli (in Quasi due innamorati, dove la strofa “come cazzo sto bene davvero/ sei un’orchestra che suona il bolero” sembra scritta da un Achille Lauro poco ispirato, e curiosamente la canzone è cantata in una maniera molto simile) i dettagli sonori finiscono per passare in secondo piano, eclissati da storie poco interessanti.

Ci sono storie d’amore che finiscono bene e altre che finiscono male: le Canzoni d’amore del terzo tipo sembrano invece parlare di quelle storie che rimangono lì a metà perché nessun* fa il passo decisivo, preoccupat* più di non scottarsi che di mettersi in gioco per davvero. Maseeni ha musicalmente le doti per dire la sua nel panorama musicale, ma il suo primo disco suona come qualcosa ideato per piacere a tutt* e che finisce per essere, citando ancora il testo di Sei una canzone, “senza infamia e senza lode”.

Ti è piaciuto questo racconto/articolo? Segui la pagina Facebook di Tremila Battute!

Scarica il numero Zero della fanzine di Tremila Battute a questo link!

Pubblicità

Pubblicato da Ficky

Nel (poco) tempo libero scrivo racconti, guardo film e serie tv, leggo libri, recito in una compagnia teatrale, partecipo a eventi culturali e vado a vedere un sacco di concerti. Ho scritto per anni di musica (Indie-zone, Stordisco, Asapfanzine) e spero di trovare il tempo di farlo ancora per molti anni a venire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: