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Maschile e femminile, armonia e ritmo: tutte le connessioni del nuovo album di Structure

Stefano Giovannardi è un nome forse poco noto nel mondo della musica, ma è uno che la bazzica da un sacco di tempo. Attivo con alcune band elettroniche fin dagli anni 90 (Elettro e Psychophonic Nurse), co-produttore del brano Saziami nel disco Buona sopravvivenza degli ZiDima (di cui su Tremila battute si è già ampiamente parlato), Giovannardi ha mantenuto negli anni un forte legame con alcuni ex membri dei La Crus, tanto da produrre l’album Canzoni perse di Cesare Malfatti e prendere parte al progetto collettivo La produzione della poesia con altri mezzi di Alex Cremonesi, uscito nel 2019 per Riff Records. Proprio questa etichetta licenzia il nuovo album del suo progetto più recente, Structure, un moniker con cui Giovannardi esplora il variegato universo della musica elettronica.

XX, uscito il 5 marzo 2021, è il frutto di un lavoro collettivo con dieci artiste (il titolo non per niente richiama le due copie del cromosoma X che determinano il genere femminile), ognuna delle quali ha prestato voce e idee a ciascuno dei brani che compongono l’album. Il disco risente fortemente di un’idea musicale affine al trip-hop, ma proprio l’apporto delle diverse vocalist gli permette di muovere verso sfumature diverse.

Cantato sia in italiano che in inglese, XX è un album in cui più che sulla dicotomia maschile/femminile viene da focalizzarsi sul rapporto fra armonia e ritmo. Le basi create da Giovannardi infatti si fanno più ampie e atmosferiche in alcuni brani, dove l’estro delle artiste coinvolte si fa preponderante, mentre in altri sono le vocalist ad adattarsi al pattern ritmico. Marte, quinto brano del disco, è il caso più emblematico del primo approccio: Maria Devigli impone la sua voce e la sua vena melodica, dando alla canzone un mood solare e ibridando la vena elettronica con quella narrativa in maniera naturale. Similmente Francesca Bono, storica vocalist degli Ofeliadorme, riesce a trasmettere un senso etereo al singolo White peacock, coadiuvata nell’impresa dall’apporto del piano, mentre Chiara Castello, forte dell’esperienza nei 2Pigeons (recuperate in qualsiasi maniera Retronica, il loro primo e purtroppo unico disco), fa totalmente sua Everything comes & everything goes, fra doppie voci e vocalizzi che espandono enormemente il potenziale della base minimale che la accompagna.

All’estremo opposto stanno i brani Negotiation e NPV, cantati rispettivamente da Barbara Cavaleri e Francesca Palamidessi, in cui sono le voci a piegarsi al ritmo e seguendolo piuttosto fedelmente: è proprio in questi momenti che l’album presta però il fianco, stancando alla lunga con la ripetizione di pattern che rimangono oscuri e minimali per tutta la durata dei brani. XX funziona nei momenti in cui l’interazione fra le armonie vocali e i beat elettronici creano mondi diversi che si incontrano a metà strada, un risultato a cui si avvicinano Verdiana Raw nelle atmosfere dilatate di Phosphorus, in cui il peccato veniale è quello di autolimitarsi all’accompagnamento invece di osare di più, e Silvia Caracristi in Lasciami la mano, puntando come Devigli sull’impronta cantautorale ma non riuscendo a infondergli la stessa carica di personalità.

Esperimento interessante quello realizzato da Giovannardi e le sue muse e collaboratrici (oltre alle già citate sono presenti Laura Boccacciari, Manuela Pellegatta ed Ely Nancy Natali), ma riuscito solo a tratti. Voci e basi elettroniche trovano vari punti di contatto ma sono rari i momenti in cui il connubio crea qualcosa di unico, adattandosi per il resto in una via di mezzo che non delude ma nemmeno entusiasma: il risultato finale è minore del potenziale espresso dalle singole componenti, ma rincuora vedere così tanti talenti riuniti in un unico disco e lascia ben sperare per il futuro.

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Pubblicato da Ficky

Nel (poco) tempo libero scrivo racconti, guardo film e serie tv, leggo libri, recito in una compagnia teatrale, partecipo a eventi culturali e vado a vedere un sacco di concerti. Ho scritto per anni di musica (Indie-zone, Stordisco, Asapfanzine) e spero di trovare il tempo di farlo ancora per molti anni a venire.

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