Racconto in musica 54: Il bagaglio imperfetto (I Camillas – Rovi)

È passato poco più di un mese da quando Stefano Tarquini è stato gradito ospite di questo blog. In quell’occasione ad ispirarlo erano stati i La Quiete, oggi invece la suggestione musicale si sposta su territori decisamente diversi e, in qualche modo, mainstream. La band che ha fatto da musa a Stefano è stata infatti talmente poliedrica da riuscire ad arrivare al grande pubblico con un programma su Canale 5, pubblicare libri e, ovviamente, fare tanta bella musica: ecco a voi I Camillas.

Molti hanno imparato a conoscerli nel 2015, quando arrivarono in finale a Italia’s Got Talent, ma la storia dei pesaresi Ruben e Zagor Camillas (Vittorio Ondedei e Mirko Bertuccioli) parte molto prima, agli inizi degli anni 2000 per la precisione. Membri della band Aerodynamics, con la quale pubblicheranno il disco Courmayeur proprio all’inizio del nuovo millennio, i due aspetteranno il 2004 per mettersi in proprio e formare ufficialmente I Camillas. Passeranno altri tre anni, fatti di concerti e prove, per arrivare al primo Ep, Everybody in the palco!, pubblicato come il successivo album Le politiche del prato per la propria etichetta I dischi di plastica: già in queste prime prove discografiche il duo dà prova di quell’ironia e allegria contagiosa che sarà la caratteristica fondante del loro successo, prendendo musicalmente ispirazione da un pout-pourri di influenze che va dal beatpop degli anni ’60 alla musica “fintorock”, come spiegano loro stessi sul sito ufficiale. Nel 2013, con una collaborazione fra la loro etichetta e realtà storiche come Garrincha dischi e Wallace Records, esce il secondo disco Costa brava, prodotto da quell’ Enrico Liverani che di lì a poco entrerà a far parte della formazione come batterista con il nome di Michael Camillas. Immersi in un panorama underground che alimentano in prima persona (con la loro etichetta lanciano una delle creature musicali più sghembe e indefinibili degli ultimi anni, Pop X), i Camillas non si negano alle collaborazioni, come quella con gli X-Mary (da cui fuoriesce lo split X-Marillas) o il progetto Un pacchetto di plastica, sorta di “rat-pack” nostrano che li porta a condividere il tour con Calcutta, Gioacchino Turù e Pop X. Nel 2016, oltre a un featuring sul disco dei compagni di costa Duo Bucolico nel brano Barbanera, pubblicano il terzo disco Tennis d’amor, in cui trovano spazio sonorità pop-punk e ritmiche più decise che contraddistingueranno anche l’album successivo, Discoteca rock, uscito nel 2018 per La Famosa Etichetta Trovarobato ed in cui la formazione si allarga ulteriormente, con l’ingresso del bassista Daniel “Theodore Camillas” Gasperini. Nel frattempo I Camillas hanno fatto uscire anche un libro nel 2015 per la casa editrice Il Saggiatore, La rivolta dello zuccherificio, piazzato il loro brano Nananana come sigla del programma Colorado (meglio la canzone del programma) e Il gioco della palla, una delle canzoni che ne hanno decretato il successo a Italia’s Got Talent, viene scelta come sigla d’apertura del programma radiofonico della Gialappa’s Band dedicato ai mondiali, Rai dire nazionale.

Tutta quest’allegria si spegne quando, il 14 aprile 2020, arriva la notizia della morte di Mirko “Zagor” Bertuccioli a causa del Covid-19. Per celebrarne la memoria esce a maggio per la casa editrice People il libro La storia della musica del futuro, terminato a febbraio dello stesso anno, mentre ad agosto, in uno di quei pochi e magici momenti in cui ci sembrava che la musica potesse tornare, amici e fan si sono stretti insieme a Pesaro nel concerto Luccichini dappertutto, commemorandolo nella miglior maniera possibile: suonando. E siccome la musica non si deve fermare occhio ai Supermen, band formata da membri di Camillas e Duo Bucolico di cui Ruben (autore nel frattempo di un libro dedicato alla sua storia musicale con Zagor, I Camillas, che storia) è capo supremo: il 19 marzo è andato in onda un loro concerto in streaming nell’ambito del Suner Festival, aspettiamo fiduciosi il momento in cui su di un palco potremo vederli non solo attraverso uno schermo.

Rovi è la terza traccia del disco Costa Brava, un brano tutto appoggiato sulla chitarra e la voce di Ruben ma in cui le urla fuori campo di Zagor danno quel tocco surreale che rende la canzone così unica. Stefano è riuscito a utilizzare alcuni dettagli del testo per creare una storia che, con pochi elementi, rende il mondo e le esperienze della protagonista Camilla vivide e reali. Potete trovarlo sotto il link al brano, a me non resta che augurarvi al solito buon ascolto e buona lettura.

Se volete ascoltare questo e tutti gli altri brani che hanno ispirato i racconti di Tremila battute ora potete farlo tramite questa comodissima playlist su Spotify: in attesa di trovare un canale che ricompensi davvero gli artisti accontentiamoci di quel che passa il convento e ascoltate, condividete, supportate (e se avete canali alternativi suggeriteli nei commenti, questo è l’unico dove sono riuscito a trovare tutte le canzoni).

Il bagaglio imperfetto, di Stefano Tarquini

Camilla scrive canzoni da quando era ragazzina e vedeva nella ginocchia sbucciate una divisione, il disegno di un potere non suo.

Passava l’estate in casa dei nonni, un piccolo casolare lasciato a se stesso. Tutto su di un piano, come si faceva un tempo, tanta campagna e tanta noia.

Pregi: amava il modo in cui la luce scandiva le ore, rimbalzando sui bicchieri di vetro. Cercava di raggiungerla, stiracchiandosi come un gatto appena sveglio.

Difetti: non le piaceva l’odore. Nonostante le finestre spalancate e le lenzuola cambiate non se ne andava mai. Aveva imparato a conviverci.

Fantasmi: ci combatteva dalla nascita. Le facce dei defunti nelle cornici, sapeva come erano vissuti, come erano morti. Non c’era ragione per la loro comparsa.

Incubi: uno solo. Lo scuolabus senza conducente che cade in un fosso. Qualche capriola, poi la notte lo inghiotte. Alba. Ambulanze. Genitori. Poi niente.

Compromessi: aiutare la nonna con la marmellata di more. Nonna Lucia era una tipa tosta. Una memoria di ferro, le nocche ancora più dure. Le sue carezze lasciavano solchi sulle guance.

Aveva solo un hobby, il coro della chiesa. Ogni pomeriggio se ne andava in fila con le amiche, tutte vestite di nero, per la sua cantata. La rimetteva in pace con se stessa e con Dio.

Nonno Arturo da piccolo aveva rischiato di diventare prete, i suoi l’avevano parcheggiato in seminario. Ogni tanto sfogliavano le foto di quel periodo, ridendo.

La più simpatica: quella con i colleghi di vocazione, su un campo da calcio, tutti vestiti da preti ma con gli scarpini. La tonaca da novizio gli stava tre volte, tanto era magro.

Poi si era rotto i coglioni di quella vita. Fu assunto dal fornaio del paese, imparò a panificare. Ogni notte sveglia alle tre. In bicicletta fino al paese, pure con la pioggia.

Nonno Arturo non aveva mai perso un giorno di lavoro. Ne andava fiero, ma dopo due bicchieri scherzava sul fatto che sarebbe stato meglio fare il prete. Poca fica, ma bella vita, e vuoi mettere sapere i segreti di tutti?.

Camilla riempiva le sue canzoni di sensazioni. Di quando, toccandosi in mezzo alle gambe la prima volta, aveva provato piacere. Di quando si metteva lo smalto di nascosto pur non potendo uscire.

Lo smalto lo comprava da Luca. Le faceva piccoli favori in cambio di baci sulla guancia, poi col tempo in altre zone. Quegli scambi dovevano rimanere segreti, i nonni non l’avrebbero presa bene. Succhiare il cazzo del cugino la faceva sentire come in Pretty Woman.

L’ultima canzone: voleva ficcarci la cosa più curiosa capitata quell’estate. Non era stato facile convincere nonna Lucia a portarla a raccogliere le more, ma ce l’aveva fatta.

Era caduta, impigliandosi nei rovi, tra risa e preoccupazioni. Dopo un’ora tutti sapevano che Camilla ci mancava poco che se ne andava al creatore, dissanguata in mezzo alle more.

Pregò i nonni di non dire nulla ai suoi. Quel pericolo era forse l’unico che si era concessa dalla nascita. Non le era ancora chiaro, allo specchio, perché dovesse vivere senza gambe.

Ti è piaciuto questo racconto/articolo? Segui la pagina Facebook di Tremila Battute!

Pubblicato da Ficky

Nel (poco) tempo libero scrivo racconti, guardo film e serie tv, leggo libri, recito in una compagnia teatrale, partecipo a eventi culturali e vado a vedere un sacco di concerti. Ho scritto per anni di musica (Indie-zone, Stordisco, Asapfanzine) e spero di trovare il tempo di farlo ancora per molti anni a venire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: