Racconti fantastici e dove trovarli: un piccolo sguardo al mondo delle riviste letterarie

La mia speranza più grande, per quanto riguarda questo blog, è che riesca un giorno a diventare qualcosa di molto vicino ad una rivista letteraria. Ci sono un sacco di bravi scrittori di racconti in giro, e unire il meglio della scrittura underground col meglio della musica indipendente sarebbe il coronamento di un piccolo sogno. Per questo motivo (e anche per spargere in giro i miei racconti più lunghi di tremila battute) negli ultimi mesi ho cercato di approfondire la conoscenza col florido sottobosco delle riviste letterarie: qualcuna già la conoscevo, qualcuna è stata una piacevole scoperta, in tutte ho trovato almeno un racconto che mi si è stampato in testa. Quella che segue è una piccola carrellata di ciò che mi sono ritrovato a leggere e ad amare, sperando che possiate anche voi appassionarvi ed entrare a far parte di quella cerchia sempre meno ristretta (si spera) di estimatori del racconto. C’è chi fa lo stesso lavoro tutte le settimane già da tempo, come ItaliansBookitBetter, io cercherò di farlo saltuariamente…e spero di riuscire a portare alcuni di questi narratori anche fra queste pagine.

Tre Racconti (Marco Parlato – Sotto di noi le stelle)

Tre racconti è probabilmente la prima rivista letteraria di cui ho sentito parlare, consigliatami da un’amica. Nata, e qui cito parola per parola il sito ufficiale, “per promuovere la lettura e la scrittura di storie brevi e originali dando spazio ad autori esordienti e a chi desidera confrontarsi con le sfide della narrazione”, Tre racconti oltre che una rivista letteraria valida, sia dal punto di vista estetico che dei contenuti, è anche un contenitore di articoli interessanti sul mondo della letteratura. Sono usciti finora nove numeri della rivista (che ospita, didascalicamente, tre narrazioni brevi per numero), con un silenzio che si protrae da gennaio 2019 ma che non significa che la redazione abbia messo i remi in barca: da pochi giorni infatti hanno riaperto la call per nuovi racconti, e anche se la selezione è ardua (io ho già collezionato due rifiuti, motivati con garbo) vale la pena tentare.

Il black bin è qui, sotto di me.

I primi giorni avevo un timore che, se proprio devo dirtelo, non si è affievolito. Quando lo sportello si apre sul vano di sicurezza, nel quale riverso le cartacce, rimango a guardare l’oscurità e tempo possa inghiottirmi.

Livia mia, a essere sincero ogni volta che apro il black bin sento la tua mancanza. Sento il vuoto riversarsi dentro di me, penetrare nei miei occhi come un fumo nero e maligno.

Marco Parlato, Sotto di noi le stelle

Il racconto di Marco Parlato è apparso sul numero 2 della rivista, in compagnia di un altro racconto davvero valido che è La donna del cecchino di Sara Gambolati. Concepito come uno scambio epistolare a senso unico, nella sua storia Marco crea un’atmosfera vicina ai migliori episodi di Black Mirror, inserendo un elemento anomalo nella vita di una persona qualunque che, come si scoprirà procedendo nella lettura, ha qualche segreto da nascondere. Potete leggere il racconto (e anche il resto della rivista) direttamente online grazie a questo link.

Carie (Giorgio Ghibaudo – Come te)

Carie è il classico esempio di come una passione possa portarti a ritagliare per essa una larga fetta del tuo tempo libero. Chi la realizza è infatti un gruppo di amici che vengono da ambienti lavorativi poco affini alla letteratura: dottori, illustratori (e all’interno della rivista questa presenza si sente), economisti, tutti con in comune l’amore per la lettura. E da leggere di sicuro hanno molto i creatori di Carie, visto che ogni numero (ne sono usciti finora dieci, più tre numeri speciali) ospita anche fino a venti racconti: se ne avete uno da parte di non più di 15000 battute provate a inviarlo a carieletterarie@gmail.com, la redazione vi farà sapere che ne pensa sia in caso positivo che negativo.

Tu, più basso di lui di almeno una spanna, durante le presentazioni avevi dovuto alzare gli occhi verso i suoi. Vi era bastato osservarvi un attimo, una stretta di mano tra due tredicenni più lunga e insistita del dovuto, un mezzo sorrisino complice. E per voi due fu tutto chiaro: Tom era uno “come te”. Vi eravate subito piaciuti. Passavate le giornate lì in montagna a sciare, a pattinare sul ghiaccio, a rincorrervi, a bersagliarvi con la neve, a parlare di vecchi film in bianco e nero consumando insieme quegli ultimi giorni del 1986.

Giorgio Ghibaudo, Come te

Il racconto di Giorgio Ghibaudo appare sul numero 1 della rivista, uscito a dicembre 2016 e dedicato, visto il periodo, al Natale. Fra racconti che affrontano il tema sfociando anche nel pulp il suo si distingue per l’elevata sensibilità con cui affronta l’omosessualità in età adolescenziale e lo spettro dell’AIDS (il racconto è ambientato negli anni 80), riuscendo al contempo a spiccare anche per l’elevata qualità della forma: l’autore si rivolge direttamente a uno dei due protagonisti, Marco, sfruttando efficacemente la seconda persona e creando un’empatia rara coi suoi personaggi. Per leggerlo dovete scaricare in pdf la rivista a questo indirizzo.

CRACK (Luca Sereno – Terra bruciata)

Oltre a scrivere benissimo Giorgio Ghibaudo è anche una delle menti che ha creato Carie e, non contento di tutto ciò, a Febbraio 2019 ha esordito con una nuova rivista. CRACK è un contenitore multiforme, visto che al suo interno convivono sia racconti che articoli di approfondimento e interviste a librerie indipendenti, case editrici (interessantissima quella a Black Coffee sul numero 5 della rivista) e chi più ne ha più ne metta. Ogni testo è poi accompagnato da un consiglio musicale ad hoc, caratteristica che da queste parti non può passare inosservata.

Sei numeri più due speciali, di cui uno appena uscito dedicato al tema del cibo, nato dalla collaborazione col festival Play with food – La scena del cibo e col Torino Fringe Festival. Nel caso vogliate pubblicare un racconto sappiate che anche per CRACK vale il limite di 15000 battute, mentre per tutte le altre curiosità questa pagina è stata creata appositamente per rispondere a ogni vostra domanda.

Luca dice che c’è chi si corazza per affrontare la battaglia, e chi invece brucia i raccolti, elimina le scorte, e infine riempie di tritolo il proprio castello. Questa strategia militare si chiama “terra bruciata”.

Tutti vogliamo solo vincere la nostra guerra.

Luca Sereno, Terra bruciata

Scegliere un racconto che fungesse da simbolo per la rivista è stato davvero arduo, ma quello di Luca Sereno è stato il primo di cui mi sono innamorato. Narrato in prima persona dal protagonista Davide, Terra bruciata è la cronistoria di una relazione che si esaurisce tragicamente, scandita dalle variazioni di peso di lui e della sua compagna Martina. Crudo e diretto, ma senza compiacimento, un pugno nello stomaco che lascia storditi e affascinati: potete leggerlo a questo link.

Colla (Mauro Maraschi – È successo sott’acqua)

Colla è sicuramente una delle riviste che lottano e resistono insieme a noi da più tempo. Nata nel 2009 da un’idea di Marco Gigliotti, Stefano Peloso e Francesco Sparacino, Colla vuole riunire al suo interno scrittori già affermati e nuove leve della scrittura, “incollando” insieme testi eterogenei senza vincoli stilistici. Si autodefinisce “Una rivista letteraria in crisi”, un po’ perché la crisi è un motore narrativo potente, che anche nella narrativa di intrattenimento può (e deve) mettere in crisi le certezze, e un po’ perché…be’, gli andava così.

Di Colla sono usciti ventotto numeri, l’ultimo a giugno 2020, e la mole di racconti che gli giunge è tale che al momento hanno dovuto chiudere agli invii. Io attendo fiducioso entro il 30 novembre il responso su un racconto che ho mandato, e chissà che dopo quella data non giungano buone nuove anche per chiunque voglia sottoporgli una propria storia: nel frattempo avete un sacco di materiale da recuperare, ché le riviste vanno anche lette per capire la loro linea editoriale e non solo sfruttate per poter dire “ho pubblicato anche io!”.

Sott’acqua siamo tutti pallidi e gonfi come cadaveri, lenti e vulnerabili. Se Theodore mi raggiungesse alle spalle so che, almeno qui, avrei qualche possibilità di contrastarlo, così come, se volessi, riuscirei a chiudere la bombola di Hannah: mi chiedo quanto tempo avrei, chiusa la bombola di uno, per raggiungere l’altro prima che se ne accorga, e mi chiedo quale delle due chiuderei prima, e mi chiedo se riuscirei, in questo silenzio eterno, indifferente, a fare un lavoro pulito, lento ma pulito, e se, una volta fuori dall’acqua, potrei riprendere la mia vita di quattro anni fa, a montare donne nude per 1.150 euro al mese, tornando a parlare la mia lingua, senza i continui giudizi sardonici di un chirurgo con la sindrome di Asperger o le stupide ripicche di una moglie bovina che succhia cazzi infetti a destra e a manca.

Mauro Maraschi – È successo sott’acqua

Con ventotto numeri a disposizione anche per Colla la scelta era davvero ardua. Il racconto di Mauro Maraschi però mi ha colpito particolarmente per il modo che ha di essere colloquiale e altamente descrittivo allo stesso tempo, riuscendo a creare inquietudine attorno alla bizzarra vicenda di un matrimonio sottomarino a cui il protagonista della storia è suo malgrado costretto a presenziare, in qualità di genero dello sposo. Poche righe e conoscerete tutto dei personaggi, delle loro vicende fino a quell’immersione, e sarete trasportati con l’ansia che monta fino a un finale inaspettato e narrativamente perfetto: potete leggerlo qui.

l’inquieto (Francesca Del Mar – Nato al freddo)

A proposito di ansia ecco che arriviamo a una rivista il cui sottotitolo è “periodico attacco d’anzia”. Anch’essa sulla breccia da parecchi anni, l’inquieto è stata fondata nel 2013 da Bernando Anichini e Martin Hofer e si può definire, dalle parole degli stessi autori, come “lo scontro frontale fra scrittura e illustrazione, la constatazione amichevole fra parole e disegni”. l’inquieto è probabilmente la rivista più eterogenea fra quelle che mi è capitato di leggere, segno di un’attenzione per le forme di narrazione non convenzionali davvero lodevole.

Quattordici sono i numeri usciti finora, ognuno caratterizzato da cover particolarissime. I contributi (che siano racconti, illustrazioni o proposte di collaborazione più generiche) sono ben accetti e la redazione assicura di rispondere a tutti: qui trovate maggiori informazioni.

Sono nato al freddo, sotto il cuore pulsante della terra, in un angolo di mondo con le pareti grigio acciaio.
Di quel periodo, oltre al gelo, ricordo: l’avvolgente sensazione di comunità; il peso dei miei genitori sopra di me; l’incrollabile certezza della realtà che vivevamo.

Così, il famoso poeta-gelatino-killer Citronov, descrive la propria infanzia nel suo primo romanzo autobiografico. E davvero al freddo Citronov era nato, in un’anonima gelateria d’immigrati calabresi a Neuchâtel, Svizzera.

Francesca Del Mar – Nato al freddo

Apparso sul numero 12 della rivista (Bengodi – Mondo senza testa), Nato al freddo di Francesca Del Mar se l’è giocata fino all’ultimo con The loneliest whale in the world di Mari Accardi nelle mie preferenze. Ciò che me lo ha fatto scegliere è la forma, folle e inconsueta, una storia che penso potesse apparire solo su questa rivista: quella di un gelato al limone che diventa senziente e crea una sua personale rivoluzione, una sorta di Limonov (non può che essere una citazione il fatto che il gelido protagonista faccia uscire un libro intitolato Il poeta messinese lo fa con i cucchiaini di plastica) la cui storia deve essere ancora scritta per intero…ma quel che c’è qui già basta. Lo trovate a questo indirizzo.

Questa è solo una prima selezione di riviste e testi, molte altre ce ne sono e ve ne parlerò quanto prima. E se volete invece farvi una cultura da soli vi invito a seguire la pagina Facebook Ti ho rivista, sempre aggiornata sulle nuove uscite nel variegato panorama delle riviste letterarie.

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Pubblicato da Ficky

Nel (poco) tempo libero scrivo racconti, guardo film e serie tv, leggo libri, recito in una compagnia teatrale, partecipo a eventi culturali e vado a vedere un sacco di concerti. Ho scritto per anni di musica (Indie-zone, Stordisco, Asapfanzine) e spero di trovare il tempo di farlo ancora per molti anni a venire.

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