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Racconto in musica 29: Brucia ancora (Booty Ep – Warmer)

Poco meno di due anni fa, con l’associazione Asap – As Simple As Passion, organizzammo uno degli ultimi concerti nel mio ridente paesello natale, per una volta non in casa mia ma nello studio di yoga di un’amica riadattato per l’occasione in sala concerti. Suonò un duo canadese, e visto che casa mia non era stata smontata per farla diventare location mi era sembrato giusto farla diventare hotel improvvisato, tenendo gli artisti a dormire da me e passando la notte sul divano col gatto. La mattina dopo colazione, due chiacchiere stentate nel mio inglese scolastico e finimmo a parlare di Futurama (c’è un motivo, sulla porta della camera da letto c’era un poster enorme di Bender che intima “bite my shiny metal ass”). Scoprii così che il lui del duo, al secolo Francis Hooper, ha lavorato a una serie animata a tema fantascientifico, di cui per le mie ridotte capacità linguistiche capii solo dopo qualche secondo il titolo: da allora non mi vanto di aver avuto a dormire in casa mia una band canadese, che sono i Booty Ep di cui vi parlerò tra poco, ma di aver fatto colazione con uno che ha lavorato al primo episodio di quella gran figata galattica chiamata Rick & Morty.

I Booty Ep, formati dal suddetto Francis e da Alli Deleo, sono un duo di Vancouver, città dove gestiscono The Juniper Room, uno studio di registrazione che ospita anche performance di vario genere. Il loro primo Ep, What what and the who now, è uscito nel maggio 2018, anticipato dal singolo Snacks, e mostra già le principali influenze musicali del gruppo: synth pop, reminescenze anni 80, qualche beat hiphoppeggiante e una delicatezza rara. Dal vivo si fanno accompagnare da visual che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente, cosa che in Italia hanno potuto già provare in tanti visto che non disdegnano sortite nella nostra nazione. Fra il 2019 e il 2020 hanno fatto uscire altre due tracce, Mascarpone e Airbag, tracce che presumibilmente finiranno nel loro nuovo disco che, leggendo questa intervista, dovrebbe essere composto da tracce “decisamente più upbeat, un po’ più influenzate dal jazz e poi chissà…”.

Warmer, seconda traccia del loro ep, mi aveva ispirato un racconto già poco dopo quella serata ceranese. Con la mia scarsa conoscenza linguistica non so dire se ci azzecca molto col testo della canzone, ma l’atmosfera sonora e il titolo mi hanno evocato immagini su una coppia scoppiata, in cui la fiammella dell’amore forse non si è ancora spenta del tutto. Mi piaceva riproporlo, se avrete voglia di leggerlo lo troverete come al solito dopo il brano: buon ascolto, e buona lettura.

Se volete ascoltare questo e tutti gli altri brani che hanno ispirato i racconti di Tremila battute ora potete farlo tramite questa comodissima playlist su Spotify: in attesa di trovare un canale che ricompensi davvero gli artisti accontentiamoci di quel che passa il convento e ascoltate, condividete, supportate (e se avete canali alternativi suggeriteli nei commenti, questo è l’unico dove sono riuscito a trovare tutte le canzoni).

Brucia ancora

Così, quando comincio proprio a non farcela più, la lascio lì a sbraitare e me ne vado in cucina. A fumarmi una sigaretta, da solo.

Aspiro la prima boccata e cerco di creare il silenzio intorno a me, per un attimo quasi ce la faccio, chiudo gli occhi, mi rilasso, poi la sento che sbatte le ante in camera da letto e devo ricominciare da capo.

Voglio dire, un po’ la capisco, ma non mi sembra il caso di fare scenate del genere per così poco.

Vedo che nel cortile si accende una luce. La signora  del secondo piano si affaccia, si guarda intorno e poi fissa gli occhi su di me. Anche se è lontana posso riconoscere la sua espressione incazzata. Io faccio un sorriso e la saluto, e lei sbatte le persiane e se ne va.

Scommetto che è stata quella a chiamare la polizia l’ultima volta, troia.

Lei arriva come un treno fino in cucina. Sento che sbatte qualcosa per terra in salotto prima di entrare, e continua a gridare e gridare e gridare. Io non le do soddisfazione e continuo a fumare, tanto qualunque cosa dica sarebbe inutile. Ho perso l’ultima mezz’ora a scusarmi, e questo è il risultato.

Voglio dire, è solo un tradimento. Queste cose servono a dare pepe in una relazione, non l’ho mica sposata quell’altra. A lei invece sì.

Avrebbe già dovuto calmarsi. Così dovrebbero funzionare le cose. Invece va che la devo sempre far sfogare, quando torno tardi e non la avverto, quando voglio bere e lei dice che non devo. Cristo, non siamo mica nel proibizionismo le dico, e lei fa quel passettino indietro come se avesse paura.

Mai toccata con un dito, lo giuro. Ho rotto qualche piatto, c’è un’anta dell’armadio che penzola, ma con lei le mani le ho sempre tenute a posto. A quella sua amica è andata peggio, dovrebbe ringraziare invece di farla tanto lunga.

Ma lei no, continua. Schifoso, balordo, tutto il campionario. Io continuo a fumare, prima o poi si stancherà.

Così comincio a fissare la brace della sigaretta, per distrarmi. Ci punto gli occhi come se fossi strabico, e ad un tratto ho questo pensiero profondo. Penso che quella brace è destinata a spegnersi, perché la sigaretta finirà e non ci sarà niente con cui riaccenderla, mentre noi quella scintilla ce l’abbiamo ancora dentro.

Non si è ancora spenta. Brucia ancora. Finché morte non ci separi aveva detto il prete, e io ci credo davvero. Nonostante tutte le cazzate io a lei la amo.

Solo che quando mi giro per dirglielo lei se n’è già andata. Cazzo, ero talmente concentrato che non me ne sono accorto.

La vedo in cortile che passa, con un borsone enorme per mano. La chiamo e lei si ferma, e allora glielo dico.

Comunque io ti amo ancora, le dico. Ma lei mi guarda con aria triste, e poi se ne va.

Tanto tornerà, mi dico. L’ultima volta ci ha messo meno di un giorno a tornare. La prima volta che l’ho tradita ce ne ha messi due, mai di più.

Finisco la mia sigaretta e la butto in cortile. Resto ancora qualche minuto lì, in attesa. Ancora qualche minuto, mi dico, così inganno il tempo.

Così non penso a cosa farò se questa volta non torna.

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Pubblicato da Ficky

Nel (poco) tempo libero scrivo racconti, guardo film e serie tv, leggo libri, recito in una compagnia teatrale, partecipo a eventi culturali e vado a vedere un sacco di concerti. Ho scritto per anni di musica (Indie-zone, Stordisco, Asapfanzine) e spero di trovare il tempo di farlo ancora per molti anni a venire.

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