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Quando la musica conta quanto le parole: alla scoperta di Read and Play

Non passa settimana senza che cerchi di ascoltare musica nuova o di leggere racconti interessanti nel mare magnum delle riviste letterarie italiane. In una di questa peregrinazioni, nel caso specifico sulla pagina della rivista Split della casa editrice Pidgin, mi sono imbattuto in un interessante racconto di Davide Morresi, e come spesso faccio in questi casi sono andato a cercare altro di suo nel web. Ho scoperto così che è l’ideatore di Read and Play, un sito pieno di sorprese nato intorno a un’idea semplice ma originale: raccogliere le citazioni musicali all’interno dei libri per creare una vera e propria playlist degli stessi. Vista la comune matrice bibliofilo-musicale mi sono sentito in dovere di contattare Davide per saperne di più.

Ciao Davide, mi puoi dire come è nato Read and Play e cosa ti ha fatto scattare questa idea?

È nato tutto quasi per gioco. Sono un appassionato di lettura e di musica da sempre. Sin da piccolo avevo la fissa di ascoltare le canzoni che trovavo citate in un libro. Ricordo che L’ombra dello scorpione di Stephen King, una delle mie prime letture, inizia citando Bruce Springsteen. Mentre leggevo il romanzo, mi annotavo le decine e decine di canzoni che trovavo lungo la narrazione. Le scrivevo in un foglio, poi andavo a corrompere il negoziante di dischi di fiducia per aprire i dischi e farmele ascoltare. Era fantastico scoprire come certe canzoni sembravano scritte apposta per quelle precise scene del libro. Poi con gli anni sono passato a Youtube e a Spotify, dove ascoltare un brano è immediato. Ma certo… l’emozione del vinile e il rito dell’ascolto così si è perso… ma va beh questa è un’altra storia. Comunque succede che, un paio di anni fa, mentre leggevo un romanzo (era La versione di Barney di Mordecai Richler), mi è venuto in mente di cercare on line la playlist completa del romanzo. “On line si trova di tutto,” ho pensato, “vuoi che qualcuno non abbia creato la playlist con i brani citati dentro un romanzo così famoso?” Ma non l’ho trovata. Così l’ho creata. Il passo successivo è stato rendermi conto di quanto quella playlist, fatta così, fosse la vera e propria colonna sonora de La versione di Barney. Come per un film, quella era, ed è tuttora, l’insieme delle musiche che fanno parte del libro. Ed era stato uno spasso crearla! Allora mi sono detto: “Questa cosa è una figata! E su Internet c’è di tutto. Fammi trovare chi la fa già, perché di certo deve esserci qualcuno che già crea le playlist con le musiche citate nei romanzi. Impossibile che non esista.” E invece… non ho trovato nessun sito così. L’ultima cosa che mi sono detto è stata: “Se non esiste, facciamolo!”.

Direttamente dalla libreria di casa mia

Quali sono i romanzi più “musicali” che hai trovato?

Dovrei tenerti qui un paio di giorni per dirteli tutti. È impressionante quanto la musica sia dentro la letteratura. Ci sono romanzi che senza musica non sarebbero mai stati scritti, che hanno all’interno un’ambientazione così sonora che la musica non è solo un contenuto, ma diventa la vera e propria protagonista, il leitmotiv di tutta la narrazione. Non posso non citare un libro che probabilmente già tutti conoscono: Alta fedeltà (Guanda) di Nick Hornby, un pioniere del genere “musicale” (se così possiamo impropriamente chiamarlo). In questo romanzo, tra nomi di canzoni o di album, citazioni di testi, nomi di cantanti o musicisti, ci sono ben 166 riferimenti musicali. Il protagonista è uno che ha un negozio di dischi che è la sua vita. Già solo scrivendo l’elenco di queste citazioni si potrebbero riempire un paio di capitoli.

Poi mi viene in mente Meno di zero (Einaudi) di Bret Easton Ellis, che è un inno alla musica anni Ottanta. È impossibile leggerlo senza sentire le canzoni che Ellis cita continuamente, come a indicarci proprio che certe scene vanno lette con quelle precise melodie in sottofondo.

Poi c’è C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo di Efraim Medina Reyes (Feltrinelli) che a volte addirittura sottotitola i capitoli indicando precisamente la musica da ascoltare (musica dei Nirvana, musica dei Sex Pistols, e via dicendo…) (un’idea simile a quella avuta da Crack Rivista per i suoi racconti NdA). La sua colonna sonora verrà pubblicata a breve nel sito.

Se pensiamo all’Italia, abbiamo Jack Frusciante è uscito dal gruppo (ora Mondadori) di Enrico Brizzi, un cult generazionale degli anni Novanta. Per chi lo ha letto: pensate se invece di tutto quel rock, Brizzi avesse scelto, che so… musiche di Mozart. Oppure canzoni melodiche italiane, tipo Raf e Carboni, che nei Novanta andavano forte: quel romanzo sarebbe stato tutt’altra storia.

C’è Anni luce (Add Editore) di Andrea Pomella, dove la storia del protagonista si interseca perfettamente con la storia dei primi anni dei Pearl Jam, rendendolo di fatto un romanzo/saggio.

Mi viene in mente anche Che cosa aspetti di Eleonora Pizzi, scrittrice che fa parte della Redazione di Read and Play: una storia di rinascita e riscoperta di sé, in parte autobiografica, dove ogni capitolo inizia con una citazione da una canzone.

Il tuo sito collabora con molte realtà, da Radio Tlt su cui conduci un programma a cadenza mensile alla casa editrice Le Mezzelane, con cui avete bandito un concorso letterario. Come sono nate queste collaborazioni?

Ci tengo a dire che il sito non è propriamente mio, ma di tutto il team Read and Play. Io sono quello che si sta solo smazzando un po’ di gestione, ma di fatto non ci sarebbe nulla senza le quasi venti persone che ne fanno parte, più le altre decine e decine che collaborano a vario titolo.

Comunque… noi nasciamo da Internet. E Internet è uno spazio fantastico, che offre la possibilità a tutti di fare, creare, disfare, provare, senza fare tanti danni. Poi durante il lockdown è stato lo spazio che di fatto ha tappato un buco, permettendo di continuare in qualche modo a tenerci in contatto tra di noi. Read and Play deve molto al web. Read and Play non esisterebbe senza il web. Ma quello che è possibile sviluppare di persona è tutta un’altra storia.

Le collaborazioni più importanti che abbiamo sono nate da incontri veri, chiacchierate faccia a faccia, bicchieri tintinnanti che brindano.

Una premessa: abbiamo un format che miscela reading e ascolto musicale, lo portiamo nei locali. Si tratta di una serata sui generis, in cui il reading di estratti di romanzi dove la musica ha un ruolo importante diventa il punto di partenza per ascoltare le canzoni citate e scoprire la loro storia. Ad esempio, lo sapevi che Kurt Cobain e Eddie Vedder ballavano abbracciati un lento dietro le quinte degli MTV Video Music Awards nel 1992, mentre Eric Clapton si esibiva cantando Tears In Heaven? Questa è solo una delle centinaia di curiosità che sveliamo nelle nostre esibizioni. Sono di certo informazioni che se uno non ha, vive lo stesso. Ma sono interessanti e sconosciute, perché per trovarle c’è da leggersi un botto di roba, spesso difficile da reperire anche nelle biblioteche più fornite.

Questa premessa mi serve solo per dire che… in una di queste serate c’era Andrea, di Radio Tlt. È bastato parlare un po’ a fine serata per sviluppare un progetto insieme, quella che ora è la nostra trasmissione radiofonica con cadenza mensile.

Davide Morresi a Radio Tlt

Con Le Mezzelane è andata in modo simile. Ci conoscevamo già tramite fiere e iniziative comuni. Il CartaCanta Festival di Civitanova Marche (MC) ci aveva invitato a presentare Read and Play e la presentazione l’abbiamo fatta insieme a Rita Angelelli (Direttrice editoriale de Le Mezzelane) e Antonio Lucarini (attore e autore de Le Mezzelane). Le Mezzelane è una casa editrice che punta molto sugli emergenti e non è nuova a concorsi per racconti. È stato tutto così immediato che non c’è poi molto altro da raccontare, sono bastati un paio di altri incontri e il progetto era già pronto: un concorso per racconti a tema musicale per autori emergenti. Se non ci saranno intoppi (che di questi tempi di previsioni ne possiamo fare ben poche) il libro con i racconti vincitori dovrebbe uscire entro settembre.

Il mio proposito con il blog è di dare risalto a musicisti e narratori fuori dai canali principali: da musicista e scrittore puoi consigliarci qualcosa da ascoltare e qualcosa da leggere che secondo te non hanno l’attenzione che meritano?

Il tuo progetto è bellissimo. Autori e musicisti emergenti hanno bisogno di spazio e di possibilità, e il web è una buona base per farsi notare. Ma è anche uno spazio infinito dove una gocciolina di fatto resta invisibile in mezzo al mare.

Per chi vuole scrivere, come per chi vuole far musica, essere presenti on line è importante. Permette di essere visti. Da questo punto di vista, tu Stefano stai offrendo un’ottima opportunità a chi è, appunto, fuori dai canali principali.

Posso consigliarvi la rivista Split di Pidgin Edizioni, e in generale tutti i libri della Pidgin. Si tratta di autori emergenti e non, tutti comunque fuori dai circuiti principali. I contenuti e gli stili sono originali, sopra le righe, opere particolari che affrontano temi importanti in modi nuovi, fuori dai canoni.

Un’altra casa editrice che sta facendo un ottimo lavoro è TerraRossa Edizioni. In pochi anni sono riusciti a crearsi uno spazio e una riconoscibilità editoriale che ha pochi eguali. Puntano sia su autori affermati che su emergenti, con una rigorosa selezione. Prodotti di qualità, senza dubbio. Pensa che pubblicano appena quattro libri all’anno: pochi ma buoni, e seguiti con attenzione.

Dal lato musica, beh, ognuno ha i suoi gusti. Dico solo che ho ascoltato roba migliore nei club e circoli ricavati dai garage che nei festival da decine di migliaia di persone o negli stadi sold out. Più che nominarvi qualcuno, mi viene di consigliarvi: uscite di casa invece di restare piallati sul divano. La musica bella (e non solo la musica) gira negli spazi piccoli, vibra tra le persone, in quei luoghi dove a fine concerto puoi farti una birra coi musicisti e scoprire le loro storie, che spesso non hanno molto da invidiare alle biografie dei big mondiali. Certo, in questo periodo siamo tutti legati al distanziamento, ma promettetemi che appena possibile uscirete a vedere un concerto anche in un locale da venti persone, ok? Che molti sono già ripartiti.

Locali ripartiti: curiosate sulla pagina Facebook della Corte dei miracoli di Milano per tenervi aggiornati sui loro numerosi eventi

Read and Play è un progetto aperto: come è possibile collaborare?

Esatto, un progetto aperto. Senza rendercene conto, siamo diventati un collettivo. Attualmente la Redazione è composta da diciotto componenti, da cinque regioni differenti. Potrebbero sembrare tante, soprattutto se si pensa che facciamo tutto per passione. Ma il fatto è che come parte un progetto ce ne viene in mente subito un altro, e quindi non bastiamo mai, al contrario… siamo alla continua ricerca di nuovi collaboratori.

Ognuno è libero di proporsi per entrare nel team o di proporre iniziative. L’obiettivo di promuovere la lettura attraverso la musica, approfondendo i legami esistenti tra queste due arti. All’interno di questi paletti ognuno può sviluppare un contenuto, un articolo, una recensione, un progetto. Se ne parla insieme, si valutano le modalità, si corregge il tiro, e in caso di esito positivo… si fa.

Chi volesse saperne di più non deve far altro che mettersi in contatto con noi, tramite la nostra pagina Facebook o per mail a info@readandplay.it. Di solito il primo passo è un incontro (di persona o in videochat) per una conoscenza reciproca iniziale. Poi, semplicemente, si parte con una prova. C’è un periodo iniziale di inserimento nei processi, nelle dinamiche e nei progetti in corso.

Di iniziative in fase di sviluppo ce ne sono molte. Stiamo lavorando a un canale podcast, il cui avviamento è previsto per ottobre, e non siamo ancora coperti per l’editing audio. Stiamo poi progettando il nuovo sito, per renderlo più fruibile e con funzionalità maggiori. Stiamo scrivendo i testi di nuovi reading e delle nuove puntate in radio, che ripartiranno dopo l’estate. Per non parlare poi dell’ordinaria amministrazione che non si ferma mai: stesura di recensioni e di articoli, lettura e valutazione delle proposte che arrivano, gestione dei rapporti con gli altri blog e con gli uffici stampa delle case editrici, manutenzione del sito, grafica, e via dicendo…  Quindi insomma se volete saperne di più, saremo ben felici di darvi tutte le info che volete.

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Pubblicato da Ficky

Nel (poco) tempo libero scrivo racconti, guardo film e serie tv, leggo libri, recito in una compagnia teatrale, partecipo a eventi culturali e vado a vedere un sacco di concerti. Ho scritto per anni di musica (Indie-zone, Stordisco, Asapfanzine) e spero di trovare il tempo di farlo ancora per molti anni a venire.

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